La Nuova Sardegna

Oristano

Al capezzale della sanità dimenticata

Al capezzale della sanità dimenticata

Domani in città manifestazione dei comitati dell’oristanese e della Sardegna centrale

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Arriveranno da tutta la Sardegna centrale, i comitati e le associazioni che domani mattina, in piazza Roma, manifesteranno per chiedere una sanità migliore. All’iniziativa, promossa infatti dal Comitato per la difesa della salute in provincia di Oristano, aderisce infatti il Coordinamento dei comitati e delle associazioni che in questi mesi più volte hanno denunciato pubblicamente i problemi gravissimi di una sanità che per tanti cittadini significa non avere un medico di medicina generale o un pediatra di libera scelta per i propri bambini, attendere anche un anno per una visita specialistica o degli esami, ricevere medicinali ospedalieri e presidi con difficoltà, vedersi rinviare interventi chirurgici attesi da tempo. Per far fronte a queste carenze, il Coordinamento dei comitati chiede «azioni forti, contrassegnati dal ricorso alla solidarietà delle zone più forti (o meno deboli), verso quelle più disagiate e mal ridotte, con interventi urgenti della protezione civile e dello stesso esercito, con deroghe di tipo legislativo e amministrativo per annullare o quantomeno ridurre e semplificare adempimenti burocratici che attualmente non consentono o limitano fortemente l’adozione di provvedimenti e misure urgenti e non più rinviabili – si legge in una nota – serve la proclamazione dello stato di emergenza sanitaria per l’intera Sardegna Centrale e per tutti i territori dell’isola maggiormente in sofferenza – scrive ancora il coordinamento – se ne facciano carico la Regione e lo Stato». Intanto, anche Rifondazione Comunista ha annunciato l’adesione e la partecipazione alla manifestazione, alla quale hanno annunciato la loro presenza anche sindaci, amministratori e sindacalisti. Nel frattempo arriva una buona notizia per il reparto di Ginecologia del San Martino dove salgono a tre gli ecografi di ultima generazione in dotazione. Il terzo è infatti arrivato proprio l’ 8 marzo. Installato e collaudato dal Servizio di Ingegneria clinica guidato dall’ingegner Barbara Podda, l'ecografo sarà operativo già dai prossimi giorni. Una buona notizia, certamente, per un ospedale, dove contemporaneamente, c’è una Tac fuori uso che dovrebbe essere smaltita mentre, l’unica Tac che funziona è al Dea. La Ats, nel 2019 ne aveva acquistato una nuova per 860 mila euro, che però non è mai arrivata. (m.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative