Sabato via la gabbia che sostiene l’olivastro ma è difficile che la pianta millenaria viva
A “Sa tanca Manna”, dove fino a otto mesi fa c’era l’olivastro millenario, le cui fronde rigogliose, agitate dal vento, producevano una melodia straordinariamente suggestiva, adesso regna solo il...
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A “Sa tanca Manna”, dove fino a otto mesi fa c’era l’olivastro millenario, le cui fronde rigogliose, agitate dal vento, producevano una melodia straordinariamente suggestiva, adesso regna solo il silenzio. Un silenzio tetro e nero come le piante bruciate nell’incendio dello scorso luglio. Un silenzio irreale, reso ancora più pesante dalla struttura in tubi innocenti che avvolgono i resti dell’albero antico, testimone del trascorrere dei secoli. Al suo capezzale, subito dopo l’incendio che lo ha distrutto, erano accorsi studiosi di botanica ed esperti del settore per cercare di salvarlo. Ma le cure, almeno fino ad ora, pare non abbiano dato alcun risultato e il gigante, forse stanco dai troppi anni vissuti e disgustato dall’incuria cui era stato abbandonato dall’uomo, non ha dato segni di vita. Sabato prossimo la struttura metallica sarà tolta e solo allora si capirà se una delle sue radici gli restituirà un po’ di quella vita che lo aveva reso famoso ovunque. (pi.maro)
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