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I Giganti di Mont ’e Prama passano alla Fondazione

Cabras, saranno aggiunti ai reperti del Museo Marongiu. A Roma resta la tutela Quando sarà ultimato l’inventario, ci sarà l’atto conclusivo della procedura


08 giugno 2022 di Paolo Camedda


CABRAS. Una giornata storica per Cabras e la fondazione Mont ’e Prama. Il ministero della Cultura ha infatti disposto, in tempi molto brevi rispetto alla richiesta e alla prassi, il trasferimento di tutti i Giganti e degli altri reperti archeologici nel Museo Marongiu. «Una notizia clamorosa, rivoluzionaria – ha commentato il presidente della Fondazione, Anthony Muroni –. Lo è soprattutto se si considera che le altre fondazioni, al di là delle dichiarazioni d’intenti, quasi sempre hanno avuto difficoltà su questo punto. A me fa piacere riscontrare, invece, che da parte del ministero ci sia un riconoscimento a questa Fondazione, che si sta rivelando affidabile».

Il passo successivo sarà la redazione dell’inventario aggiornato da parte della direzione del museo, di concerto con la Soprintendenza, che dispone già nei suoi registri dell’elenco di tutti i beni richiesti, dopo di che ci sarà il passaggio formale dei beni. «Il merito di questo risultato non è tanto mio – afferma Muroni –, quanto del coraggio del sindaco e della Soprintendenza. Hanno dimostrato entrambi, assieme alla Regione, che, dandosi fiducia a vicenda e scommettendo sulla Fondazione, potevano risolversi tutte le incomprensioni del passato. Il confronto continuerà anche in futuro, magari anche le divergenze, ma devo riconoscere sia al sindaco sia alla soprintendente Stocchino, la propensione al dialogo, e l’aver scommesso sulla Fondazione che ha creato le condizioni perché tutti si fidassero gli uni degli altri».

Il risultato raggiunto pone la Fondazione di fronte a nuove e maggiori responsabilità. «Adesso non abbiamo più scuse – ammette Muroni –. Tutte le responsabilità che volevamo, ce le hanno date: abbiamo i soldi che ci ha finanziato la Regione, il ministero ci sta dando i beni in gestione. Rispetteremo quanto prevede la legge, ovvero che la tutela resta in capo alla soprintendenza, a garanzia di tutti noi, per beni che sono di tutti e da tutti devono essere fruibili».

Per la Fondazione è una sfida che dà grandi stimoli per i mesi a venire. «Il Comune sta finendo la nuova ala museale, i lavori sono in fase avanzata – ricorda Muroni –. Entro fine anno tutti i Giganti di Mont ’e Prama torneranno a Cabras e quindi ci sarà l’esposizione. Il resto del museo verrà riallestito e ci sarà spazio per Tharros e per una serie di percorsi nuovi. Quando tutte queste cose avverranno, avremo anche il direttore, che, lavorando con l’attuale curatrice Carla Del Vais e con la Cooperativa Penisola del Sinis, darà anche una nuova forma al museo».

Ma il presidente volge già lo sguardo all’anno prossimo: «Un altro punto fondamentale è far partire i lavori, già finanziati dalla Regione, che riguardano sia il museo sia il sito di Mont ’e Prama, che va reso fruibile. Questa sarà la nostra sfida per il 2023. Anche in questo caso lavoreremo in assoluta collaborazione con la Soprintendenza».

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