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Oristano, focolaio covid nel reparto di Neuroriabilitazione

Oristano, focolaio covid nel reparto di Neuroriabilitazione

Sotto pressione anche il pronto soccorso: all'ospedale San Martino è ancora emergenza

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ORISTANO. Sarebbero tutti positivi al covid, i nove pazienti ricoverati al reparto di Neuroriabilitazione del San Martino. Un vero e proprio focolaio, con i contagi estesi anche a parte del personale, che sta mettendo ulteriormente a dura prova l'attività dell'ospedale già alle prese con i contagi avvenuti di recente nei reparti di Medicina e Cardiologia. I primi casi di positività in Neuroriabilitazione erano stati registrati qualche giorno fa, quando due pazienti, le cui condizioni erano risultate particolarmente critiche, sono state trasferite nei reparti dedicati di altri ospedali isolani.Attualmente la situazione risulterebbe ancora critica.

Da un lato ci sono alcuni dei pazienti che avrebbero gravi problemi respiratori e per questo sono tenuti in ossigenoterapia; dall'altro, c'è il problema del personale che nel frattempo è stato contagiato e dunque è assente. E siccome in Neuroriabilitazione gli organici, come negli altri reparti del nosocomio, sono insufficienti, le assenze gravano enormemente su coloro rimasti in servizio, costretti a turni e carichi di lavoro pesantissimi.

Continua inoltre a essere sotto pressione il Pronto soccorso, reparto dove quasi quotidianamente arrivano pazienti con il covid che devono essere trattenuti in osservazione in isolamento nell'area Obi. Qualche giorno fa se ne contavano addirittura nove. Una situazione che rende ancora più complicata la riapertura ai pazienti non covid degli altri ospedali della provincia, ad esempio il Mastino di Bosa che, proprio a causa dell'emergenza, continua come del resto il Delogu di Ghilarza, a fare da supporto e ad accogliere i pazienti positivi con necessità di ricovero ospedaliero, provenienti dal San Martino.La situazione è resa ancora più complicata dalla mancanza in tanti paesi, del Barigadu ma anche del Terralbese e a Cabras, dei medici di base. Con i pazienti che in caso di emergenza e non solo, devono ricorrere sempre più spesso al Pronto soccorso per l'assistenza. (m.c.)

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