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Oristano

Oristano, la sfida a 4 si gioca anche nel riscatto delle frazioni

di Davide Pinna
Oristano, la sfida a 4 si gioca anche nel riscatto delle frazioni

Nuraxinieddu, Massama, Donigala e Silì al centro degli obiettivi dei candidati alle Comunali. Sono previste opere pubbliche per 15 milioni di euro, ma mancano i progetti 

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ORISTANO. Le frazioni di Nuraxinieddu, Massama, Donigala e Silì arrivano alle soglie delle elezioni con una programmazione che prevede 15 milioni di euro di opere pubbliche. La prossima amministrazione dovrà occuparsi di portare avanti e definire nel dettaglio questi progetti, ma anche di affrontare i tanti altri problemi lamentati dai cittadini delle frazioni e dai residenti della borgata agricola di San Quirico. Parte dai progetti, il candidato del centro destra Massimiliano Sanna: «Gli interventi cominceranno subito: presto saranno indetti i bandi per la progettazione. Un'opera importantissima è la pista ciclabile, che si spingerà sino a Torregrande. Abbiamo l'obiettivo di riavvicinare sempre di più la città alle frazioni, inserirle in un contesto territoriale più ampio, non dimenticandoci che spesso sono la porta di accesso alla città, un biglietto da visita per i visitatori. Un altro intervento importante dell'amministrazione è stata l'approvazione delle linee guida sui centri matrice: sbloccato lo stallo urbanistico, ora è il momento di sostenere con agevolazioni gli interventi privati. Vogliamo poi raggiungere un accordo coi privati per la riqualificazione dei portali storici e svolgere nelle frazioni iniziative culturali, in occasione delle feste patronali e non solo. Ricostituiremo poi i comitati di frazione e di quartiere: gli abitanti delle frazioni devono sentirsi parte integrante di Oristano».

Secondo il candidato di Oristano Più Efisio Sanna, la programmazione non basta: «È una litania, in concreto in questi cinque anni trascorsi non è stato fatto nulla, o quasi. In tanti Comuni sono arrivati i fondi legati al Pnrr e sono importanti, ma bisogna guardare anche alle attenzioni quotidiane, alla carenza di servizi. C'è una profonda diseguaglianza tra le frazioni e il capoluogo e il nostro obiettivo è eliminarla: le frazioni vanno riqualificate in chiave ecologica e sostenibile, ma la vivibilità senza servizi è monca. Penso a trasporti più efficienti, a una pista ciclopedonale che attraversi il ponte sul Tirso, a iniziative culturali e produttive che si svolgano anche nelle frazioni, a garantire le stesse possibilità tecnologiche e digitali presenti in città, penso alla fibra ottica. Nei primi 100 giorni istituiremo i comitati di frazione e non dimentichiamoci che il centro destra bocciò una proposta della minoranza in questo senso. A San Quirico ci hanno raccontato che le promesse fatte cinque anni fa non sono state mantenute, chiediamo ai cittadini delle frazioni di valutare questi 5 anni e trarne le conclusioni».

Abbandono è la parola chiave anche nel discorso di Filippo Murgia (Identità e tradizione): «Sono abbandonate da lustri, chi ci abita si sente un cittadino di serie C. Evidentemente, chi ha amministrato Oristano sinora si dimentica che nelle frazioni abita il 20 per cento della cittadinanza. Noi stiamo visitando le frazioni e abbiamo visto coi nostri occhi il degrado in cui versano, peraltro non troppo diverso da quello del capoluogo, con l'aggravante che lì non si vede mai un vigile urbano. Abbiamo trovato un po' di ostilità, dovuta al fatto che queste persone sono state riempite per anni di promesse mai mantenute. Creeremo un comitato composto dai cittadini delle frazioni, che porti all'attenzione dell'amministrazione i principali problemi e le priorità di intervento. Per esempio, per chi vive a Donigala è una priorità la piena disponibilità del parco di Santa Petronilla. A Silì ascolteremo le preoccupazioni sul canale tombato e sulla situazione di via Simaxis, che si allaga regolarmente con le piogge, e agiremo per rimettere in funzione il campo sportivo».

Parte da San Quirico, il ragionamento di Sergio Locci (Aristanis): «L'amministrazione ha programmato investimenti nelle frazioni principali, ma sembra essersi dimenticata di questa borgata agricola che avrebbe le potenzialità per diventare una piccola Arborea. Non hanno più una scuola, la chiesa è un ricovero per piccioni abbandonato, non hanno nessuno spazio di aggregazione né un bar. Non hanno nemmeno le indicazioni toponomastiche nelle strade, cosa che potrebbe creare problemi in caso di emergenza. Basta spostarsi di poco, nella borgata di Tiria che fa parte di Palmas Arborea, per rendersi conto di una situazione completamente diversa. Tutti problemi, come nelle altre frazioni, che erano stati portati all'attenzione del sindaco Lutzu, ma che la Giunta non è stata capace di risolvere. Ecco, noi porteremo a conclusione l'importante lavoro di programmazione sulle frazioni, ma ci dispiace che San Quirico sia stata dimenticata e rimedieremo. I problemi sono tanti, penso al parco di Santa Petronilla a Donigala la cui fruzione è diventata molto difficile dopo l'affidamento della gestione o alla mancata manutenzione delle strade bianche in tutte le frazioni. La cosa più importante è il collegamento con la città, servono trasporti più veloci ed efficienti perché i cittadini non si sentano esclusi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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