La Nuova Sardegna

Oristano

Ardia, timidi sì per la fondazione

di Maria Antonietta Cossu
Ardia, timidi sì per la fondazione

Sedilo. Tra i candidati sindaco vince la prudenza sulla nascita di un organismo che gestisca l’evento

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SEDILO. Con l’Ardia ormai alle porte, fa nuovamente capolino l’idea di istituire una fondazione che riunisca tutti i soggetti deputati all’organizzazione dell’evento. La proposta è stata rilanciata sulla pagina social del gruppo Fondazione Ardia con l’intento di stimolare un dibattito pubblico. Gli amministratori del profilo hanno cercato di sondare l’orientamento dei due schieramenti in corsa alle comunali, domandando se e in quale misura l’ipotesi possa trovare spazio nella loro azione politica. Già nel 2015 l’amministrazione comunale aveva prospettato l’idea di creare un’istituzione giuridica che riunisse tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella gestione dell'evento e ne rappresentasse le istanze.

L’iniziativa si arenò, ma ha tutt’ora dei sostenitori convinti, a cominciare dalla comunità virtuale Fondazione Ardia. «Sarebbe interessante sapere quale sia il programma delle liste riguardo alla possibilità di creare una fondazione che faccia da luogo di sintesi nella gestione a 360 gradi dell’Ardia e che possa essere autorevole nel preservarla e nel valorizzarla», chiedono gli ultimi latori di quell’idea, certi che una linea univoca nella gestione avrebbe risvolti positivi anche sul piano della tutela della tradizione e dello sfruttamento dell’immagine e del marchio dell’Ardia.

L’idea in campo è di creare un’entità che raccolga Comune, parrocchia, cavalieri, associazione Santu Antinu «E che faccia da cornice giuridica e da contenitore a tutto ciò che riguarda la manifestazione, al cui interno ciascuna componente possa continuare a esercitare le stesse funzioni, ma dalla quale emerga una figura in grado di parlare per tutti i soggetti coinvolti e di porsi all’esterno con una maggiore autorevolezza».

La proposta non ha incontrato chiusure aprioristiche, ma neanché sì incondizionati. «I social network non sono il mezzo più idoneo per aprire discussioni di questo genere, esse vanno affrontate nelle sedi giuste», ha premesso il candidato sindaco di Prospettiva Comune, Gianni Meloni, secondo il quale: «La Fondazione è sicuramente una possibilità da valutare, ma prima di pronunciarsi bisogna avere molti elementi, occorre conoscere tutti gli argomenti e soppesare potenzialità, criticità e opportunità. Esprimersi al riguardo prima di documentarsi sarebbe da irresponsabili e, soprattutto, un argomento così importante non potrebbe prescindere da un confronto con tutte le parti: parrocchia, associazione Santu Antinu, cavalieri, fucilieri, consiglio religioso e il resto della popolazione. La discussione è aperta, ma è troppo presto per trarre conclusioni».

Più concise ma inequivocabili le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Salvatore Pes, in corsa per il secondo mandato: «È una valutazione che richiede un approfondimento – ha detto il capolista di Vivere Sedilo –. Non si può esprimere un parere senza avere elementi. È un tema delicato e talmente importante che è necessario ragionarci sopra e che impone un confronto preventivo con tutte le parti».

Non si sbilancia neppure il parroco: «Sono voci che tornano puntualmente a ridosso della festa, ma finché la questione non sarà affrontata in termini concreti non varrà la pena assumere una posizione» ha commentato don Battista Mongili, che però è apparso propenso al dialogo: «Se a intavolare la discussione fossero le istituzioni, in particolare il Comune, che l’ha fatto in passato, allora ci sarebbe la disponibilità a partecipare al confronto, ovviamente considerando tutti gli aspetti». ha puntualizzato il sacerdote.

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