Oristano, nessuno vuole più la Multisala Movies
Dodici aste in Tribunale andate deserte. Da un valore superiore ai 4 milioni adesso si è scesi a quattrocentomila euro
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ORISTANO. Il prezzo è quello di una svendita. La prima volta che il cinema Movies di Santa Giusta andò all'asta, il 6 giugno del 2018, il prezzo era quello calcolato nella perizia redatta su ordine del tribunale di Oristano: 6 milioni 814 mila euro e spiccioli. Esattamente quattro anni dopo, all'undicesimo tentativo di vendita, il valore è diminuito più di dieci volte, scendendo sotto la soglia psicologica del mezzo milione: appena 475 mila euro, con le offerte, che andranno presentate e che possono partire addirittura da 365 mila euro. Cominciò poco più di vent'anni fa, la travagliata storia del primo multisala della Provincia di Oristano. In principio fu una corsa a tempo contro lo storico cinema Ariston di viale Diaz, che nella primavera 2001 aveva chiuso i battenti per trasformarsi in un nuovo e moderno multisala, dicendo addio alle sue iconiche, e scomode, poltroncine in legno. Nel frattempo, si lavorava anche a Santa Giusta, località is Zinnigas, dove l'imprenditore oristanese Marco Manunza aveva deciso di aprire le quattro sale del Movies. L'area commerciale è quella che ospitava il centro commerciale Mirella, aperto nel 1983 e poi andato incontro a una lunga decadenza cominciata sul finire degli anni Novanta, con l'apertura di Porta Nuova, all'ingresso Nord del capoluogo. La corsa dei lavori la vinse il Movies, che aprì le porte sul finire del 2001, giusto in tempo per proiettare, con la sola concorrenza in un raggio di cento chilometri del cinema Joseph di Ghilarza, il primo capitolo di una saga cinematografica fra le più fortunate di sempre: Harry Potter e la pietra filosofale. Quattro sale, la più grande da 341 posti, due da 141 e la più piccola che contava 101 poltroncine. Spazio anche per un bar e una pizzeria, scelte innovative nell'Oristanese dei primi anni Duemila. Il rinnovato Ariston accolse gli spettatori solo l'anno successivo, sempre a Natale. Le premesse, insomma, erano buone, ma le cose nel corso degli anni non sono andate benissimo. Il primo vero problema arrivò nel 2014, con una atto di pignoramento presentato dal Banco di Sardegna a cui si aggiunse, l'anno successivo, Equitalia. Da lì uno scivolo di eventi negativi, culminato con il fallimento della società nel 2019. Un esito fortemente contestato dall'imprenditore Marco Manunza, sia con proteste clamorose – come quando, a febbraio dello scorso anno, si era incatenato alla recinzione del cinema – sia con azioni giudiziarie che devono ancora essere definite. Nonostante la ripartenza degli altri cinema, il Movies non ha più riaperto le sue porte dopo le chiusure legate al Covid. Ora andrà all'asta per meno di mezzo milione di euro, insieme a un lungo inventario di beni mobili e macchinari.
Davide Pinna
Davide Pinna
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