Oristano, il centrodestra inciampa alla prima seduta di Consiglio: salta il numero legale
Al momento di decidere le commissioni consiliari il centrosinistra fa la conta e poi lascia aula e maggioranza senza numeri
Oristano Non comincia sotto una buona stella il cammino del consiglio comunale. Alla prima vera riunione, il centro destra si fa trovare impreparato. Tre ore dopo l’avvio della riunione e dopo un lungo confronto in maggioranza durata poco meno di un’ora, salta il numero legale. All’ordine del giorno c’era un solo argomento, per nulla trascurabile: la composizione delle otto commissioni, strumento necessario per l’attività amministrativa dato che la maggior parte degli atti della giunta devono transitare di lì, prima di approdare al voto dell’aula.
L’argomento, già all’inizio della settimana, aveva acceso gli animi della maggioranza, alimentando tensioni fra Sardegna Venti20 e il partito del sindaco, i Riformatori, interessati alla presidenza della commissione Servizi sociali, rispettivamente con Roberto Pisanu e Carmen Murru. Al termine della riunione di lunedì, erano usciti vincitori i Riformatori, ma Venti20 aveva minacciato l’auto-esclusione dei suoi rappresentanti dalle otto commissioni consiliari. Nella seduta di ieri sera si doveva scoprire la reale entità della tensione.
È sorto però un altro problema, che ha tenuto banco per le prime tre ore. La questione riguardava la metodologia di voto: il presidente del Consiglio, Peppi Puddu, proponeva di svolgere un’unica votazione, con una sola scheda uguale per maggioranza e minoranza, in cui i consiglieri di maggioranza avrebbero dovuto indicare tre preferenze e quelli di opposizione due. Il centro sinistra invocava l’impiego di due schede differenti. La motivazione dello scontro è tutta politica: i consiglieri di centro sinistra temevano che la maggioranza impiegasse alcuni dei suoi voti per inserire l’ex candidato sindaco, Sergio Locci, consigliere di minoranza al di fuori del centro sinistra, nella commissione Bilancio.
Lo stesso Locci, in apertura di seduta, aveva fatto un appello al centro destra perché lo indicasse in quella commissione e si era detto favorevole al sistema di voto proposto da Peppi Puddu: prove tecniche di allargamento della maggioranza, nell’interpretazione dei consiglieri di centro sinistra; un giusto riconoscimento della rappresentatività del terzo candidato sindaco, la giustificazione di Locci.
La diatriba è andata per le lunghe, fra sospensioni e battibecchi. Peraltro, fin dall’inizio, il numero legale era stato garantito dalla minoranza: solo dodici consiglieri di centro destra erano presenti – assenti giustificati il sardista Gianfranco Porcu, l’esponente di FdI Pino Carboni e quello di Venti20 Roberto Pisanu –. Col crescere della tensione è aumentato anche il malumore fra gli otto consiglieri del centro sinistra, che hanno deciso di abbandonare l’aula, mentre il centro destra era impegnato nella riunione. Al ritorno, l’appello ha fatto segnare solo dieci presenti, di cui quattro della minoranza. Stamattina, è prevista una riunione dei capigruppo che si annuncia già infuocata: intanto, i lavori del consiglio comunale restano al palo.
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