La Nuova Sardegna

Oristano

Ambiente

Rifiuti speciali nei fondali nel Sinis, via al recupero

Paolo Camedda
Rifiuti speciali nei fondali nel Sinis, via al recupero

Progetto Wwf sostenuto dalla Guardia Costiera e dall’Amp

2 MINUTI DI LETTURA





Cabras WWF Italia lancia il suo progetto di lotta agli attrezzi fantasma nei fondali sardi. Attraverso una sinergia con l'Area Marina Protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre e la collaborazione di pescatori e subacquei locali, dal 21 al 27 luglio saranno identificate le aree con maggiore concentrazione dei cosiddetti ghost gears, che spesso in modo anche accidentale si depositano in fondo al mare, creando pericoli per la biodiversità marina e la stessa attività di pesca. Successivamente si procederà con il recupero. Le operazioni di mappatura saranno possibili in virtù dell'utilizzo di speciali apparecchiature sonar messe a disposizione dal team di WWF Germania, impegnato da tempo a ripulire il Mar Baltico dagli attrezzi fantasma attraverso tecnologie innovative.

«Il Mar Mediterraneo purtroppo è uno dei mari più sfruttati – ha dichiarato Giulia Prato, responsabile mare del WWF Italia – con il 75% degli stock ittici soggetti a pesca eccessiva, ma anche uno dei più inquinati, con oltre un milione di tonnellate di plastica attualmente presenti nelle sue acque. Gli attrezzi fantasma lasciati in mare hanno gravi impatti sull’ecosistema marino e sugli operatori ittici, poiché oltre a danneggiare habitat fondamentali per molte specie, continuano a catturare per lungo tempo anche specie target della pesca professionale». Per questo, secondo l'esperta del WWF Italia, «è fondamentale porre fine a questo impatto, ancor più nelle Aree marine protette, attraverso la sensibilizzazione e collaborazione tra tutte le componenti». Terminata la mappatura dei fondali, la seconda parte dell'intervento sarà dedicata al recupero materiale degli attrezzi fantasma, che avverrà con il supporto delle imbarcazioni da pesca professionali messe a disposizione dai pescatori e del nucleo sommozzatori della Guardia Costiera, coordinato dalla Capitaneria di porto di Oristano. Tutto il materiale trovato sui fondali sarà poi adeguatamente smaltito.

«È con piacere che supporteremo l'iniziativa» ha detto il comandante della Capitaneria di porto di Oristano, Matteo Gragnani. Il progetto del WWF si sposa con quello promosso dal 2018 dal Comune di Cabras, "Pescare Oggi Per Domani", attivo dal 2018, che mira a promuovere la trasformazione della gestione della piccola pesca nel Mediterraneo attraverso meccanismi di co-gestione tra pescatori, ricercatori, autorità e ONG. I pescatori «saranno coinvolti in attività meno "tradizionali" – ha spiegato il direttore dell'AMP Massimo Marras – ci aiuteranno ad individuare, con la loro esperienza, le aree dove possono trovarsi gli attrezzi fantasma, quindi metteranno a disposizione le loro imbarcazioni per il recupero. Per chi partecipa ci sarà un rimborso». Alla presentazione dell'iniziativa erano presenti anche Gabrielle Dederer del WWF Germania e il sostituto procuratore della Repubblica di Oristano, Valerio Bagattini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative