La Nuova Sardegna

Oristano

Il caso

Oristano, professore catalano arriva in albergo e parla in sardo ma alla reception gli impongono di usare l'italiano 

Oristano, professore catalano arriva in albergo e parla in sardo ma alla reception gli impongono di usare l'italiano 

C'era stato un malinteso sulla prenotazione della stanza: alla fine comunque tutto si risolve

28 luglio 2022
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Oristano Il cliente ha sempre ragione, questa è la regola che dovrebbe valere nelle città con aspirazioni turistiche, ma in qualche caso potrebbe dipendere dalla lingua in cui sceglie di parlare. Almeno a dar retta alla testimonianza di Adrià Martín-Mor, catalano, professore alla California State University, ospite per una notte in una struttura ricettiva di Oristano. Martín-Mor si trovava in città con la sua troupe per le riprese di un programma dedicato alle lingue minoritarie della Sardegna. Un malinteso sulla prenotazione delle stanze si è trasformato in un'accesa discussione con il personale di un albergo cittadino, con una inaspettata polemica linguistica. Martín-Mor padroneggia perfettamente il sardo: scelta anche accademica, se si pensa che il suo campo di studi privilegiato sono le tecnologie di traduzione.

«Ero in città per fare alcune interviste – racconta alla Nuova – e ho scelto un albergo che ci garantisse la sistemazione più comoda». Giunti in albergo, la sorpresa: una delle due stanze prenotate, una doppia, si era trasformata in una matrimoniale. La situazione non si risolve facilmente e alla fine Martín-Mor è costretto a prendere una terza stanza, per cui ottiene poi un risarcimento dalla piattaforma online su cui era avvenuta la prenotazione: «Ogni mia interazione con il personale dell'albergo si è svolta in sardo, anche al momento del pagamento delle stanze, senza alcun problema». A quel punto però il clima si inasprisce: «Alla reception hanno iniziato ad innervosirsi. Quando ho chiesto il foglio per sporgere un reclamo alla direzione su quanto accaduto, mi hanno prima ignorato, poi addirittura minacciato di chiamare la polizia e infine si sono rifiutati di fornirmelo, cosa che poi è accaduta la mattina dopo. Una delle cose che mi dicevano è che dovevo parlare in italiano: molto strano, dato che al momento del pagamento, la lingua non era un problema. Questo è un evidente caso di discriminazione linguistica, legata a una scelta personale del cliente: se avessi usato l'inglese, il francese o le altre lingue che conosco, nessuno si sarebbe lamentato». (dav.pi.)
 

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