La Nuova Sardegna

Oristano

Archeologia

La scoperta col drone a Villa Verde: un nuraghe e due capanne sepolti sotto la vegetazione


	Le immagini dal drone
◗
Le immagini dal drone

Il sito nuragico di Bruncu 'e s'Omu regala un altro importante pezzo grazie alla tecnologia LiDAR messa a disposizione dal Cnr Ispc della sede di Potenza

3 MINUTI DI LETTURA





Oristano. Nuove scoperte nel sito nuragico di Bruncu 'e s'Omu, nel territorio di Villa Verde in provincia di Oristano. Tra queste spiccano le rovine di un nuraghe e le strutture di due insediamenti di capanne. Un risultato ottenuto, nell'ambito del Nuraghe project, grazie alla tecnologia LiDAR (Laser Imaging Detection and Ranging), messa in campo per l'indagine di siti archeologici coperti da vegetazione, offerta in accesso dal Cnr Ispc della sede di Potenza. L'obiettivo dei rilievi LiDAR è stato di allargare il campo di indagine in un'area densamente boscata, difficile da indagare con metodi tradizionali. Infatti la capacità del LiDAR di penetrare all'interno della vegetazione, filtrandola opportunamente con raffinati algoritmi di elaborazione, consente di riportare alla luce strutture archeologiche e variazioni topografiche di interesse culturale non note o conosciute parzialmente a causa della grande difficoltà di rilevarle da terra.

Inoltre il LiDAR da drone, rispetto a quello da aereo, offre ulteriori opportunità legate ad una maggiore risoluzione spaziale dei risultati e alla possibilità di effettuare più rilievi sia per migliorare la qualità delle informazioni sia per effettuare eventuali monitoraggi. ''La collaborazione tra l'Università di Cagliari e il CNR ISPC - sottolinea Riccardo Cicilloni, responsabile delle attività di scavo - si è dimostrata preziosa e foriera di grandi novità, sia dal punto di vista metodologico che da quello della ricerca applicata, con la scoperta di inediti e importanti siti dell'età del Bronzo. I risultati della campagna di ricerca effettuati dagli scienziati del nodo italiano di E-RIHS presso CNR ISPC, sotto la direzione di Nicola Masini , in collaborazione con il nostro ateneo, sono stati anche illustrati al rettore Francesco Mola , in visita al sito di Bruncu 'e s'Omu nelle scorse settimane, il quale ha mostrato grande interesse per i risultati conseguiti e ha auspicato una continuazione della proficua collaborazione tra i due enti''.

''La straordinaria ed inaspettata scoperta - afferma Nicola Masini, responsabile scientifico delle indagini - evidenzia da un lato le grandi potenzialità del LiDAR su drone che per la prima volta è stato applicato in contesti nuragici, dall'altro allarga l'area di indagine, ponendo nuove domande sulla funzione e l'importanza del sito di Bruncu 'e s'Omu''.

''La scoperta delle strutture inedite presso il sito di Bruncu 'e s'Omu dell'età del bronzo - conclude Costanza Miliani, direttrice del Cnr Ispc e coordinatrice del nodo italiano E-RIHS.it - è stata resa possibile grazie all'impiego del Molab, i laboratori mobili dell'infrastruttura di ricerca per le scienze del patrimonio che, guidata dal Cnr con un modello di accesso aperto alla comunità scientifica nazionale ed internazionale, promuove ricerche interdisciplinari in cui le metodologie di indagine più innovative sono impiegate per ricerche di base ed applicate per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale''.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative