Oristano, caro energia: Tari alle stelle
Il Consorzio industriale con le spalle al muro se non riceverà nuovi fondi dalla Regione. A tariffe energetiche attuali, il rincaro per una famiglia in città sarà di almeno 30 euro
Oristano Brutte notizie per i residenti della provincia sul fronte dell’imposta sui rifiuti urbani. «Senza un intervento finanziario della Regione, saremo costretti ad alzare le tariffe per il conferimento del 50 per cento». L'allarme lanciato dal consiglio d'amministrazione del Consorzio industriale è chiaro ed è legato all'aumento dei costi dell'energia e dei prezzi di lubrificanti e carburanti e alla necessità di trasportare il secco a Villacidro, visto che la discarica di Masangionis è colma. L'ente che si occupa dello smaltimento di umido, plastica e secco per conto di quasi tutti i Comuni della provincia nel 2023 si troverà probabilmente a pagare 2,7 milioni di euro in più per quel che riguarda la gestione dell'impianto di smaltimento di Masangionis. Non basta, perché bisogna aggiungere anche un milione e 300 mila euro di costi non previsti per il 2022, legati soprattutto al trasporto del secco a Villacidro e all'aumento delle bollette. Un rincaro generale di circa 4 milioni che, sulla base delle disposizioni regionali, va coperto interamente con le tariffe che il Consorzio fa pagare ai Comuni per lo smaltimento dei rifiuti.
Allo stesso modo, anche i Comuni devono coprire interamente i costi legati alla raccolta differenziata con l'incasso della Tari, ed ecco che il rincaro rischia di andare a pesare direttamente sulle tasche dei cittadini, con un aumento proporzionale del 50 per cento sulla tariffa pagata sinora. Il preoccupante quadro è stato dipinto dai componenti del cda del Consorzio: i due sindaci di Oristano e Santa Giusta Massimiliano Sanna e Andrea Casu e il delegato della Provincia Massimiliano Daga. Solo nel confronto fra luglio 2022 e 2021, la bolletta per Masangionis è quadruplicata, passando da 40 mila a 160 mila euro. Se la situazione non dovesse cambiare, nel 2023 la corrente costerebbe al Consorzio due milioni di euro.
«Entro ottobre dobbiamo presentare alla Regione la proposta per le tariffe di smaltimento da applicare nel 2023» spiegano i tre che, in una riunione del cda che si è svolta lo scorso 30 agosto a Masangionis, hanno deciso di rivolgere un appello alla politica e agli amministratori locali. «Porteremo sul tavolo della Regione la richiesta di un intervento finanziario urgente, anche nell'ambito dei provvedimenti attualmente in discussione. Abbiamo chiesto il supporto di tutti i consiglieri regionali e i sindaci della provincia». La soluzione potrebbe arrivare immediatamente, secondo Massimiliano Daga che, del Cipor, è stato presidente sino al 2021: «La Regione dovrebbe discutere a breve la Omnibus II e le risorse necessarie per sterilizzare gli aumenti potrebbero arrivare da lì. In ogni caso, è importante intervenire: il Consorzio gestisce Masangionis senza lucrarci, per dare un servizio al suo territorio e l'intervento che blocca l'aumento delle tariffe avrebbe effetti positivi per tutti i residenti della Provincia». Questo per quel che riguarda il breve periodo, ma sono allo studio anche investimenti che riducano definitivamente i costi energetici: «Il Consorzio ha già avviato il progetto per l'impianto di biodigestione anaerobico – spiega Daga – un processo portato avanti con Legambiente, che si fonda sui principi dell'economia circolare. L'impianto utilizzerebbe la frazione umida che, prima di essere trasformata in compost, può produrre biogas alimentando un generatore elettrico. Secondo le stime, il biodigestore sarebbe in grado di coprire l'intero fabbisogno energetico di Masangionis». Servono però ulteriori risorse per partire: «Abbiamo a disposizione un finanziamento regionale da 8 milioni, ma i costi sono aumentati e ora stiamo cercando somme aggiuntive.(dav.pi.)
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