Il fungo arrivato dall’Australia minaccia migliaia di olivastri
L’allarme partito da Paulilatino si sta estendendo in altre zone. La phytophthora bilorbang fa paura. Si temono danni ambientali enormi
Paulilatino Rischia di trasformarsi in una catastrofe ambientale l’ecatombe di olivastri a cui si sta assistendo nelle campagne di Paulilatino e nelle zone limitrofe. La Phytophthora bilorbang, il fungo che sta aggredendo le radici di migliaia di esemplari provocandone il deperimento, è stato infatti riscontrato anche nelle aree rurali di Bauladu, Abbasanta e altri paesi del Guilcier. Nella cintura attorno al comprensorio paulese il fenomeno sembra ancora circoscritto, ma si teme una rapida progressione in assenza di interventi tempestivi ed efficaci.
Nell’epicentro del problema la situazione è monitorata da marzo. In pochi mesi si è notevolmente aggravata interessando quasi 500 ettari e potrebbe precipitare se il fungo attaccasse anche le piante di ulivo. A Paulilatino l’olivicoltura è praticata da un centinaio di produttori e rappresenta una voce importante dell’economia rurale. Si stima che almeno la metà dei 10.500 ettari del comprensorio comunale sia caratterizzata dalla presenza di ulivi e olivastri, oltre al fatto che l’elevata concentrazione di questa specie vegetale fa di Paulilatino il sito con la superficie più estesa d’Europa.
In primavera l’amministrazione ha lanciato l’allarme alle autorità regionali e da allora è stata avviata una prima indagine per individuare la natura del problema, definirne le proporzioni e studiare le soluzioni. Pochi giorni fa un nuovo incontro tecnico ha riunito i responsabili del Servizio fitosanitario regionale, gli esperti dell’università di Sassari incaricati dello studio, le delegazioni del Corpo forestale di Oristano e Ghilarza e della compagnia barracellare, la commissione comunale Agricoltura e alcuni produttori. L’allerta è massima. «Gli olivastri sotto attacco sono migliaia e abbiamo paura per gli ulivi – ha dichiarato l'assessore all’Ambiente Mario Putzolu –. Se il quadro peggiorasse fino a compromettere il nostro patrimonio boschivo sarebbe una perdita enorme per tutta la Sardegna. Chiediamo alla Regione che trovi presto un rimedio per evitare che il fenomeno vada fuori controllo».
I tecnici del Servizio fitosanitario regionale stanno conducendo le prove in laboratorio per stimolare una sorta di risposta immunitaria dell’olivastro mediante trattamenti endoterapici. Sarà poi individuato un sito dove condurre esperimenti sulle piante aggredite, ma non ancora disseccate. A giorni il sindaco e consigliere regionale Domenico Gallus presenterà un’interrogazione per avere l’aiuto che serve per arrestare la diffusione della specie patogena riscontrata per la prima volta in Australia e successivamente in varie parti d’Europa, ma fino a qualche mese fa mai in Sardegna. «Non riusciamo a spiegarci come si sia sviluppata qui e perché colpisca a macchia di leopardo all’interno dello stesso territorio – dice il sindaco –. Il versante ai confini con il Montiferru è indenne, mentre nei terreni più poveri il fungo sta facendo enormi danni».
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