Boom di visitatori, l’archeologia fa decollare il turismo nel Sinis
A ottobre crescita del 10% rispetto al periodo precedente alla pandemia. Il museo con le statue dei Giganti ha ridato nuova linfa.
Cabras Vola il turismo e non solo quello legato al mare. I siti archeologici del Sinis, gestiti dalla Fondazione Mont ’e Prama in cui opera la Cooperativa Penisola del Sinis, fanno decollare l’industria delle vacanze legata alla cultura. O forse è proprio il binomio che unisce bellezze naturali e beni culturali a a essere la carta vincente che sta facendo salire l’indice di gradimento per l’intera provincia di Oristano. Non è solo un’impressione, sono numeri. I dati del mese di ottobre dicono che gli ingressi complessivi ai siti archeologici di Cabras fanno segnare un +10% rispetto al periodo pre-pandemia. In questa crescita, il ruolo di protagonista lo fa il museo civico, dove sono ospitate alcune statue dei Giganti di Mont ’e Prama accanto ad altri straordinari reperti: al “Giovanni Marongiu” si è registrato un +28%, fatto che certifica la tendenza in crescita che vuol dire anche incassi.
Le buone notizie non finiscono qui, perché la gran parte dei visitatori non è fatta più di soli sardi: i turisti in arrivo dal resto d’Italia sono sempre tanti, ma ora il Sinis è diventata una meta fissa anche di stranieri. Il presidente della Fondazione Anthony Muroni si gode il momento e sottolinea che in tutto questo hanno giocato un ruolo importante la partecipazione a fiere e congressi, la sinergia con il Ministero della Cultura e la Regione, ma anche l’organizzazione proprio nel Sinis di festival e rassegne, le iniziative editoriali e la collaborazione con il sistema delle imprese.
La strada per il 2023 è poi già tracciata e la Fondazione punterà forte su ricerca e didattica: la direttrice Nadia Canu presenterà i progetti per un nuovo grande restauro della statuaria di Mont ’e Prama, che si svolgerà fra il centro di Li Punti, quello di Calamosca a Cagliari e Cabras, e per la richiesta di concessioni di scavo a Mont ’e Prama e a Tharros. L’obiettivo principale rimane però quello di arrivare alla nascita del parco archeologico naturale che racconta sette millenni di storia. Intanto sono già pianificati tre festival per l’inizio della prossima estate – la seconda edizione di quelli dell’Archeologia e della Letteratura archeologica, e la prima di quello del Cinema e del racconto archeologico – mentre dal 19 al 22 ottobre Cabras ospiterà l’Assemblea internazionale dell’itinerario del Consiglio d’Europa “La Rotta dei fenici”, con delegati che arriveranno da quattordici Paesi del mediterraneo.
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