Tentò un furto in casa di un sacerdote: 39enne condannato a 2 anni e 8 mesi
Fu fermato dai carabinieri allertati da una vicina di casa che aveva notato una persona armeggiare con una pila e un coltello
Terralba Galeotta fu una pila. Non fosse stato per quella, difficilmente la vicina di casa avrebbe notato che qualcuno stava cercando di entrare nell'abitazione del sacerdote don Egidio Vacca che, in quel momento stava trascorrendo un periodo in una casa di riposo per via delle sue precarie condizioni di salute. Accadde però che quella luce attirò l'attenzione della signora e così i carabinieri riuscirono a intervenire quando ancora il furto non era stato commesso e a cogliere sul fatto il terralbese Roberto Moreggio, 39 anni. I militari, oltre alla pila, trovarono anche il coltello usato per tagliare la zanzariera e togliere di mezzo il primo ostacolo tra il ladro e l'ingresso in casa. Quest'ultimo non fece però in tempo a forzare la finestra perché ci fu l'intervento degli uomini dell'Arma.
L'episodio risale al 2018, ma solamente ora è giunto a conclusione il processo per direttissima con la sentenza di condanna che è stata pronunciata dalla giudice Cristiana Argiolas la quale ha accolto la richiesta formulata dal pubblico ministero Marcello Floris. La pena stabilita è stata di due anni e otto mesi, alquanto pesante per un tentato furto, ma tutto ha una spiegazione. Il vero problema per Roberto Moreggio, difeso dall'avvocato Fabio Costa, è che nella sua fedina penale non mancano i precedenti e così il periodo da scontare è lievitato. L'imputato, che già si trovava in carcere per precedenti reati, vede quindi aumentare il periodo della detenzione dietro le sbarre. (e.carta)
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