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Antiquarium, Diocesano e Cima: pioggia di euro per tre musei dell'Oristanese

di Maria Antonietta Cossu
Antiquarium, Diocesano e Cima: pioggia di euro per tre musei dell'Oristanese

Arrivano in provincia un milione e 200mila euro per la Cultura

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Oristano Ci sono tre musei dell’Oristanese tra i siti premiati dal ministero della Cultura con l’assegnazione dei fondi del Pnrr destinati a migliorare l’accessibilità e la fruibilità degli spazi fisici e dell’offerta. La terna è formata dall’Antiquarium Arborense, dal Museo diocesano di Oristano e dal Cima di Allai, che hanno ottenuto una dotazione complessiva di un milione e 200mila euro. La paternità dei progetti è della Fondazione Oristano, destinataria di mezzo milione di euro, della Curia che ne riceverà 200mila, e del Comune di Allai beneficiario di 500mila euro. Iniziando dal capoluogo, ammonta a mezzo milione il finanziamento che il ministero dei Beni Culturali ha concesso alla Fondazione Oristano per la trasformazione dell’Antiquarium Arborense in una struttura fruibile anche da chi fa i conti con disabilità fisiche, cognitive e sensoriali. Non solo barriere architettoniche, dunque, ma anche ostacoli che limitano l’accesso al museo in altre maniere. Le risorse consentiranno di implementare il sito web, adeguandolo alle necessità di persone con ridotte capacità sensoriali, così come le parti strutturali, con l’acquisto di arredi e sanitari adatti alle esigenze di tutti, l’adeguamento degli spazi e dei percorsi e la realizzazione di parcheggi riservati.

Il finanziamento sarà utile anche per migliorare i percorsi espositivi, garantendo la fruizione anche alle persone non vedenti o senza udito. L’Antiquarium Arborense, in passato, è stato all’avanguardia in questo tipo di iniziative. Da decenni ospita una sala tattile, dove sono stati riprodotti in legno, ceramica, gesso, bronzo e marmo i principali reperti della collezione. La sala contiene anche una sezione propedeutica che introduce i non vedenti alla lettura delle opere bidimensionali e le riproduzioni, in bassorilievo prospettico, dei quadri ospitati. Il finanziamento consentirà anche la formazione specifica del personale per un’accoglienza cortese, rispettosa e attenta a specifiche richieste relative alle disabilità e a esigenze particolari nella fruizione dei servizi museali.

Il Museo Diocesano Arborense è l’unica struttura privata della Sardegna a occupare un posto utile nella graduatoria nazionale. Gli interventi sono stati programmati con l’idea di fare della struttura un «luogo dell’accessibilità e dell’inclusività per l’intero sistema locale. «L’obiettivo del progetto – spiega dall’Arcidiocesi – sarà di migliorare l’esperienza dell’utente durante la visita al museo a partire da due concetti principali: la catena di accessibilità e la fruizione ibrida fisico-digitale. Il museo rafforzerà così la sua fondamentale funzione di centro di riferimento culturale e artistico, di testimonianza del passato della città e di porta di accesso ai monumenti del complesso della cattedrale e del centro storico».

È la stessa visione, calata in un contesto diverso, che ha guidato l’amministrazione di Allai. Il Cima, scrigno del patrimonio archeologico locale, si è fatto largo tra veri e propri colossi come la Reggia di Barumini, tre posizioni più in basso, il parco Naxos di Taormina e il museo civico di Salerno. Con le risorse a disposizione, il centro espositivo sarà completamente ammodernato sotto il profilo tecnologico. Gli impianti audiovisivi e tutte le altre dotazioni saranno sostituiti e implementati con apparati e dispositivi di ultima generazione a uso e consumo dei visitatori con e senza disabilità. La digitalizzazione dei servizi e dell’offerta museale assorbirà la quota più grande dell’investimento e una minima parte sarà impiegata per completare i lavori di adeguamento per abbattere le ultime barriere architettoniche.

La prospettiva di migliorare l'attrattività del Civico Museo e il suo ventaglio di offerte ampliando al contempo la platea dei visitatori ha generato una certa euforia tra gli amministratori del piccolo paese dell’entroterra, che molto stanno puntando sulla carta del turismo culturale. «È stata una sfida bella e gratificante e il risultato ci ripaga anche di tutto il lavoro svolto dall’apertura del Cima a oggi», afferma il sindaco Antonio Pili, che evidenzia l’importanza della finalità del bando. «Questo strumento – sottolinea – ci consentirà di rendere il museo accessibile a 360 gradi. Il Pnrr ha dato un’opportunità straordinaria a realtà piccole come la nostra. L’abbiamo colta e ci abbiamo creduto e questa è la dimostrazione che abbiamo imboccato la strada giusta». (ha collaborato Davide Pinna)
 

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