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Bimba violata e una donna sparita a Cabras: si avvicina il processo per Demelas

Bimba violata e una donna sparita a Cabras: si avvicina il processo per Demelas

Doppia inchiesta a Mogorella, il pm chiede il rinvio a giudizio per gli abusi

10 aprile 2023
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i Enrico Carta

Mogorella A fine marzo gli era stato notificata una misura di custodia cautelare in carcere per una rapina commessa nel 2016 a Selargius. Antonino Demelas era però già dietro le sbarre da un pezzo perché indagato per abusi sessuali su una bambina. Da qualche giorno quell’accusa si è fatta ancora più concreta perché il pubblico ministero Armando Mammone ha chiesto il rinvio a giudizio per il 70enne di Mogorella, i cui guai giudiziari non finiscono con queste due pesanti contestazioni, visto che è sempre in piedi la madre di tutte le inchieste che lo riguardano: quella per l’omicidio di Marina Castangia, la donna di Cabras di cui da due anni non si hanno più notizie.

L’indagine sulla sua sparizione misteriosa si lega a doppia mandata con quella per cui Antonino Demelas rischia a breve un primo processo. L’accusa di violenza sessuale su minore gli è infatti piombata addosso proprio mentre la procura e i carabinieri indagavano per la sparizione della sua ex compagna. Cercavano elementi utili a scoprire se fosse stato proprio il 70enne a commettere quello che per gli inquirenti è un omicidio e a far svanire nel nulla il corpo. Intercettazioni e pedinamenti portarono però, circa un anno fa, a scoprire un’altra amara verità. Antonino Demelas avrebbe infatti plagiato una bambina sino a convincerla ad avere rapporti sessuali con lui.

Sulla base dei forti indizi di colpevolezza e per il pericolo che reiterasse il reato e potesse anche occultarne le prove, la giudice per le indagini preliminari Federica Fulgheri aveva quindi disposto la misura di custodia cautelare in carcere, eseguita alla fine di marzo del 2022. Dopo l’arresto, la procura aveva anche richiesto un incidente probatorio che servisse per soppesare le accuse e valutare l’attendibilità dei racconti della bambina abusata. Quest’ultima frequentava ancora la scuola elementare quando sarebbero avvenute le violenze sessuali. Ebbene, all’esito proprio dell’incidente probatorio, il pubblico ministero Armando Mammone ha ritenuto che le accuse fossero ormai cristallizzate e che ci fossero tutti gli elementi per chiedere il rinvio a giudizio – a breve verrà anche fissata la data dell’udienza preliminare durante la quale l’avvocato difensore Mario Gusi potrà chiedere eventuali riti alternativi –.

C’è poi un altro elemento che unisce l’indagine per l’omicidio, per la quale è difeso dall’avvocatessa Monica Masia a questa degli abusi. Tra le ipotesi investigative, sin dal momento dell’ispezione nella casa in cui Antonino Demelas viveva con Marina Castangia, c’è quella di una lite nata proprio perché la 62enne avrebbe scoperto gli episodi di pedofilia nei quali sarebbe coinvolto l’indagato. Quello sarebbe dunque il movente che avrebbe portato al delitto, sul quale però ancora aleggia il mistero. E fondamentalmente aleggia su tutta la vicenda principale perché manca un corpo. Ci fosse quello, allora tutto sarebbe più chiaro, ma per il momento Marina Castangia rimane solamente una persona scomparsa e non una vittima di omicidio.

È poi nell’ambito di questo quadro che, poco più due settimane fa, un’altra inchiesta giudiziaria si è inserita rendendo ancora più fosca la vicenda. In quest’ultimo caso è la procura di Cagliari a essersi messa in moto chiedendo e ottenendo un ulteriore ordine di custodia cautelare in carcere per Antonino Demelas. Accusato di rapina, lesioni personali in concorso e porto illegale di armi da sparo, sarebbe stato tradito da un’impronta digitale trovata nel luogo in cui misteriosi banditi entrarono in azione nel febbraio 2016. La traccia fu lasciata da uno dei rapinatori della casa dell’anziano che fu legato e malmenato. I malviventi si impossessarono di quattro fucili e di una pistola. Lasciarono alcune tracce nel luogo del crimine, solo che all’epoca non si era riusciti ad attribuire le impronte a una persona ben definita. Nel frattempo, quelle di Antonino Demelas sono entrate a far parte della banca dati delle forze dell’ordine e allora la comparazione ha dato l’esito che ha riaperto in maniera clamorosa anche quel caso lontano nel tempo.

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