Seneghe, associazioni e residenti: «Non perdiamo i soldi del Piano borghi»
Chiesto un incontro con gli amministratori per salvare 1 milione e 600mila euro dei fondi del PNRR
Seneghe Dalla sala della Casa Aragonese si è levata alta la richiesta di un incontro pubblico tra cittadini, associazioni e amministratori per conoscere i motivi della mancata attuazione delle procedure legate al finanziamento di 1 milione e 600mila per il Piano borghi, sospeso in sede di presentazione del bilancio per il prossimo triennio. La richiesta è stata formalizzata con un documento, predisposto e firmato dai rappresentanti delle associazioni e dai cittadini presenti all’assemblea indetta dall’associazione culturale Perda sonadora per spiegare i contenuti del Piano.
«I tempi sono sempre più stretti – ha detto Luca Manunza, presidente di Perda sonadora –, pertanto è importante capire quali siano i motivi, se ce ne sono, che impediscono di dare avvio alle procedure del Piano. Penso che nessuna amministrazione pubblica di un piccolo paese abbia voglia di declinare un finanziamento così importante. È vero che molti Comuni hanno difficoltà a impiegare i fondi, ma le difficoltà fanno parte della quotidianità e si devono superare». Luca Manunza non si spiega i motivi della chiusura degli amministratori, assenti all’assemblea benché invitati, verso un progetto considerato importantissimo per il paese, la sua economia e il territorio.
Sono dodici i progetti presentati e finanziati con fondi del PNRR per la rigenerazione locale, culturale e sociale e per rendere più attrattivi i borghi storici nonché per valorizzare e consolidare attività già presenti e per tutelare il patrimonio ambientale e boschivo. Sono progetti da attuare con partner e imprese capaci di concretizzare le cinque linee d’azione. La fetta più consistente del finanziamento, circa 1 milione e 100mila, spetterebbe proprio al Comune in quanto soggetto attuatore di alcune importanti misure del Piano.
Eppure, nonostante l’entità del finanziamento, il rischio che vada perduto si fa sempre più concreto. Finora, sull’argomento, gli amministratori continuano a tacere. Ancora Manunza: «Penso che nessuna amministrazione abbia voglia di declinare un finanziamento così importante; altri centri infatti stanno partendo. Per me, quei fondi, si possono perdere solo per motivi politici che non conosco. È innegabile che in un anno non abbiamo avuto alcun confronto con l’amministrazione. Le difficoltà si analizzano collettivamente, si trovano soluzioni e si superano. Chi amministra, se crede nelle potenzialità del proprio paese, dev’essere pronto a correre qualche rischio». Alle accuse di svolgere attività politica contro l’amministrazione, Luca Manunza replica: «La nostra associazione si pone l’obiettivo di migliorare il territorio. I fondi del Piano borghi servono a quello scopo, perderli sarebbe una sconfitta per l’intera comunità. Nessuno di noi è iscritto o fa politica all’interno di un partito, tanto meno abbiamo fatto parte di qualche lista elettorale. L’associazione non ha tessere politiche, bensì lavora per il bene comune».
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