La maestra sospesa: «Una sola preghiera, ma per Natale»
Il giudice del lavoro deciderà su nuovi testi
San Vero Milis «Finalmente ho potuto spiegare la mia versione dei fatti a qualcuno. Sinora non ero stata interpellata e le uniche cose che ho potuto dire sono state quelle che la stampa ha riportato, ma non avevo avuto l’opportunità di chiarire in sedi istituzionali la mia vicenda».
Poche ore dopo la deposizione al procedimento che si celebra davanti alla giudice della sezione Lavoro del tribunale di Oristano, la maestra Marisa Francescangeli racconta le sue sensazioni. La voce è più sollevata rispetto ai momenti in cui il caso della sua sospensione dall’insegnamento per venti giorni alle scuole elementari di San Vero Milis era diventato di pubblico dominio.
Nelle scorse settimane, gli avvocati Elisabetta Mameli e Maurizio Naso, avevano presentato il ricorso, accompagnando questo atto col deposito di numerosi documenti sulla vicenda della sospensione dal lavoro della maestra per aver fatto recitare in classe preghiere. La docente è stata sentita in teleconferenza e ha affermato, rispondendo a una serie di domande della giudice, di aver fatto pregare i bimbi delle sue classi delle elementari solamente a ridosso delle festività natalizie.
«La nostra assistita – ha spiegato l’avvocato Maurizio Naso – ha chiarito che si è trattato di un fatto isolato e ha quindi smentito la ricostruzione fatta dal ministero e dagli organi scolastici». Questi avevano preso il provvedimento ritenendo che, durante le sue ore, si svolgessero continuamente argomenti legati alla religione e le lezioni si fossero trasformate in una sorta di catechismo cattolico.
La procedura prevede ora che la giudice si prenda qualche giorno per valutare se siano sufficienti la deposizione di Marisa Francescangeli e i documenti presentati dalle parti – in giudizio si è costituito anche il ministero dell’Istruzione attraverso l’avvocatura dello Stato – oppure se sia necessario convocare testimoni e procedere con le loro audizioni. Da mettere nel conto, aspetto non secondario, ci sono anche alcuni aspetti procedurali che potrebbero mettere fine alla disputa anche prima di andare oltre arrivando al giudizio nel merito.
Secondo i legali della docente, non sarebbero stati rispettati i tempi di notifica del provvedimento di sospensione e anche il fatto che non le sia stata data la possibilità di presentare una propria versione della vicenda potrebbe essere un aspetto che invalida la sanzione inflitta.
Intanto, l’anno scolastico si è concluso anche per Marisa Francescangeli e i suoi allievi: «Abbiamo continuato a lavorare seppure con venti giorni in meno per terminare il programma. Siamo comunque riusciti ad arrivare alla fine in tutte le classi eccezion fatta per un progetto di educazione civica in quarta. La vicenda che mi è capitata è stata un trauma anche per i bambini – conclude –, li ho dovuti tranquillizzare al momento del rientro dalla sospensione e devo dire che da loro ho ricevuto in cambio tanta energia positiva».
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