Buon viaggio Graziella: la tartaruga liberata a San Giovanni di Sinis ha nuotato per 820 km ed è diretta in Sicilia
Partita il 6 maggio, è monitorata dagli esperti tramite un dispositivo satellitare installato sopra il carapace
Oristano Ha nuotato per 820 chilometri in poco più di un mese, e dopo aver lambito le coste settentrionali della Tunisia, ora si dirige spedita verso la Sicilia. Graziella, la tartaruga Caretta caretta liberata lo scorso 6 maggio a San Giovanni di Sinis, sta bene e prosegue il suo percorso, monitorata dagli esperti tramite un dispositivo satellitare installato sopra il carapace. A darne notizia è l'assessore regionale alla Difesa dell'Ambiente, Marco Porcu, sul suo profilo Facebook. «Graziella è una tartaruga femmina adulta che misura 73 centimetri di lunghezza, e il dispositivo satellitare applicato sul carapace è in grado di rilevarne la posizione ma anche la profondità delle immersioni e la temperatura dell'acqua», aveva spiegato Andrea Camedda, ricercatore del Cnr-Ias, prima della liberazione. «Con questi dati riusciamo a stabilire informazioni sul comportamento dell'animale e sul suo stato di salute una volta liberato. Saremmo in grado di seguirla per un anno e mezzo». Graziella era stata rimessa in libertà dopo esser stata recuperata nel settembre 2022 da alcuni diportisti e pescatori sportivi vicino a Sant'Elmo, in zona di Villasimius. «Quando l'abbia recuperata stava parecchio male – ricorderà Camedda – perché aveva una lenza senza amo che entrava dalla bocca e le usciva dalla cloaca. C'è voluto quindi un po' di tempo, ma fortunatamente lo stomaco non era compromesso e quindi pian piano ha ripreso ad alimentarsi regolarmente e si è ristabilita». Come Graziella, anche Gioia, tartaruga liberata il 27 maggio a Cala di Spalmatore, nel Parco dell'Asinara, sta bene, ha percorso già 130 chilometri e sembra intenzionata a puntare verso la Francia. Per i Centri di recupero è interessante capire se sia possibile per le tartarughe riprendere una vita perfettamente normale, osservandone il comportamento dopo la reimmissione in ambiente naturale. Per adesso i risultati sono confortanti».
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