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Sanità

Oltre 7mila visite in tre mesi, l’Asl di Oristano: «Gli Ascot sono un successo»

di Enrico Carta

	Una delle prime visite mediche nell'Ascot di Busachi
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Una delle prime visite mediche nell'Ascot di Busachi

Il dottor Alessandro Baccoli traccia il primo bilancio degli Ambulatori straordinari di continuità territoriale

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Oristano All’inizio sembrava solo un esperimento, oggi somiglia tanto alla nuova realtà permanente della sanità territoriale. Tre mesi dopo l’apertura del primo a Busachi, gli Ascot, ovvero gli ambulatori straordinari di comunità territoriale, si sono moltiplicati e sono spuntati in varie zone della provincia sino ad arrivare a diciassette. Per l’Asl era una soluzione obbligata, adesso viene considerata dai vertici anche come un risultato positivo e una strada da percorrere fino al momento in cui l’emergenza legata alla carenza di medici di base nel territorio sarà terminata. Sarebbe bello sapere quando, ma servirebbe una sfera di cristallo oppure uno specialista di statistica in grado di fare comparazioni tra il numero futuro di laureati nei prossimi anni e la possibilità che scelga di prendere servizio in una delle sedi vacanti dell’Oristanese.

Con l’apertura di quello di Mogoro inaugurato venerdì scorso, gli Ascot attivi nell’ambito dell’Asl sono diciassette attivi in una zona in cui circa 14mila persone rischiavano di rimanere senza assistenza medica di base. Tra il primo inaugurato a fine marzo Busachi e l’ultimo appena avviato a Mogoro sono stati attivati quelli di Ardauli, Samugheo, Fordongianus, Allai, Villaurbana, Simaxis, Uras, Marrubiu, Baratili San Pietro, Nurachi, Zeddiani, Tramatza, San Vero Milis, Narbolia e Seneghe. Significa che l’assistenza è garantita pressoché in tutte le 43 sedi vacanti, quelle in cui non c’è il medico di base.

In questi tre mesi di attività c’è stato un crescendo delle prestazioni fornite e ciò è dovuto ovviamente al fatto che siano stati aperti numerosi Ascot col passare delle settimane. A marzo le visite e gli accessi all’ambulatorio erano stati 813, le visite domiciliari 12 e le prescrizioni di ricette 1.121. Ad aprile c’era stata la prima impennata con 2.867 visite e accessi agli ambulatori attivi, 46 visite domiciliari e 3.460 prescrizioni di ricette mediche; a maggio i numeri sono cresciuti ulteriormente con 3.365 visite e accessi nelle varie sedi, 93 visite domiciliari e 4.235 prescrizioni su ricettario. In totale dal 27 marzo al 31 maggio sono state effettuate 7.045 visite mediche o accessi all’ambulatorio, 151 visite a domicilio su pazienti che non potevano raggiungere la struttura e 8.816 prescrizioni tramite ricetta.

«Il bilancio è più che positivo – spiega il dottor Alessandro Baccoli, responsabile per l’Asl dell’Ufficio per l’Integrazione tra Ospedale e Territorio –. È stata una soluzione pensata di fronte al moltiplicarsi delle situazioni di emergenza che ha garantito dei benefici immediati. Voglio ricordare che nel momento in cui siamo partiti, si era appena svolta la manifestazione a Oristano che aveva richiamato cittadini e amministratori anche da oltre provincia. Ora le proteste si sono placate e percepiamo la soddisfazione dei sindaci». Qualche aspetto ha frenato anche una maggiore operatività perché l’assessorato regionale non ha permesso di arruolare anche sette medici già in pensione: il recepimento della legge nazionale sul contenimento della spesa sanitaria ha impedito a questi di poter avere il ricettario.

A chi contesta il fatto che con questa soluzione si sia spersonalizzato il rapporto tra medico di base e paziente, Alessandro Baccoli replica: «Se non avessimo adottato questa soluzione, cosa sarebbe successo? Se non avessimo agito in questa maniera, non avremmo aiutato oltre 13mila persone che si sono via via ritrovate senza assistenza medica. E non esiste il rischio che il sistema degli Ascot diventi permanente, perché ogniqualvolta si trova un medico di famiglia disponibile a prendere servizio in una delle sedi vacanti, l’ambulatorio straordinario di comunità territoriale viene chiuso o viene ridotto l’orario in cui è attivo. Penso che il merito di questo risultato sia dovuto alla concertazione che l’Asl avviò con i sindacati Fimmg, Snami, Fmi e Cisl medici. È stato fondamentale confrontarsi».

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