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Oristano

Rincari in arrivo

Rifiuti, mobilitazione a Oristano per evitare la stangata: «Intervenga la Regione»

di Davide Pinna

	Alcuni dei sindaci riuniti nella sala consiliare di Oristano
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Alcuni dei sindaci riuniti nella sala consiliare di Oristano

I costi per lo smaltimento del secco saliti alle stelle dopo la chiusura dell’impianto di Masangionis. Sindaci in trincea: «Serve subito un intervento tampone e uno per il lungo periodo»

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Oristano I conti fanno venire i brividi: 281mila euro in più per gli undici comuni del Montiferru; 150 mila per un centro come Terralba; 75 mila per la vicina Marrubiu. Il rincaro delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti annunciato da anni, è ormai realtà e i sindaci dell’Oristanese, insieme al Consorzio Industriale, lanciano un appello alla Regione per neutralizzarlo con uno stanziamento da 1 milione necessario per abbattere nel 2023 i costi di ammortamento dell’impianto di Masangionis nel territorio comunale di Arborea. I tempi sono però strettissimi, anche perché la giunta regionale non ha mai mostrato grande disponibilità su questo tema: già due volte, in occasione del dibattito sulla finanziaria all'inizio dell’anno e del dibattito sul disegno di legge collegato in commissione Bilancio qualche settimana fa, l’esecutivo ha ottenuto il ritiro di un emendamento di maggioranza che prevedeva lo stanziamento.

I più attenti, lo stesso Consorzio Industriale e i sindacati, avevano lanciato l'allarme già nel 2021: il piano regionale dei rifiuti non prevede ulteriori ampliamenti per la discarica di Masangionis, ormai colma, e ha disposto che il secco prodotto nell’Oristanese vada conferito all’inceneritore di Macchiareddu, nel Cagliaritano. Al momento, il secco viene conferito a Villacidro, in attesa che l’inceneritore del Tecnocasic venga ristrutturato, ma la sostanza non cambia: il costo di trasporto incide sulle tariffe che i Comuni pagano al Consorzio per lo smaltimento, con ricaduta a cascata sulle tasche dei cittadini.

«Rispetto all’anno scorso, lo smaltimento della frazione del secco è passato da 184 a 292 euro a tonnellata – ha spiegato il presidente del Consorzio Industriale Gianluigi Carta ai sindaci convocati nel capoluogo per discutere del problema –. Abbiamo limitato al massimo gli aumenti, ma di più non possiamo fare. Si tratta di partite di giro, da parte nostra non c’è alcun guadagno su questi aumenti. Dobbiamo adeguarci alle scelte della Regione, ma possiamo neutralizzare i rincari se arrivasse un contributo per l’impianto di Masangionis, come accaduto per gli altri impianti sardi».

Erano cinque i consiglieri regionali presenti all’incontro: Emanuele Cera (FI), Annalisa Mele (Riformatori), Gianni Tatti (FdI), Alessandro Solinas (M5S), Diego Loi (Europa Verde). Tutti si sono impegnati a presentare un emendamento al disegno di legge collegato alla Finanziaria, in discussione in consiglio regionale da domani, che preveda lo stanziamento di 1 milione per neutralizzare i rincari nel 2023. I margini per il via libera della giunta guidata da Christian Solinas, però, sono quasi inesistenti, vista la precedente bocciatura di due emendamenti analoghi. La stessa Annalisa Mele ha suggerito di attendere la prima variazione di bilancio utile, dato che nel collegato non potrebbero essere stanziate nuove risorse.

Dai sindaci sono arrivate forti contestazioni. «Serve un intervento tampone per il 2023 e uno strutturale più avanti. Il piano regionale dei rifiuti rischia di creare disparità: le città metropolitane di Cagliari e Sassari pagheranno di meno per i più bassi costi di trasporto, mentre i cittadini del centro dell’isola si ritroveranno a sborsare il doppio» ha affermato il sindaco di Cabras Andrea Abis. «Serve un impegno bipartisan e forte dei consiglieri regionali – ha detto il primo cittadino oristanese Massimiliano Sanna –. Noi sindaci siamo disposti a dare tutto il sostegno, ma gli aumenti fanno fermati: le famiglie non li capirebbero, anche in ragione dei continui miglioramenti nei risultati della raccolta differenziata».

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