Cemento e silenzio sui reperti archeologici di piazza Manno a Oristano
Interpellanza del centro sinistra: «Che fine hanno fatto i ritrovamenti avvenuti durante le opere di rifacimento»
Oristano I riflettori sono ancora puntati lì, su piazza Manno e sui lavori nel vortice delle contestazioni da prima ancora che iniziassero. Il caso varcherà nuovamente le porte di palazzo degli Scolopi, perché l’opposizione di centro sinistra, con prima firmataria la consigliera Francesca Marchi, ha presentato un’interpellanza focalizzando la propria attenzione sulle ricerche archeologiche e sulle promesse che in aula aveva fatto l’assessore Simone Prevete al momento della risposta a una precedente interpellanza sempre a firma dei consiglieri di centro sinistra.
Proprio in quell’occasione, in un momento in cui, a seguito dei primi lavori nella piazza, cominciavano a emergere i primi reperti archeologici, il titolare della delega ai Lavori pubblici annunciò che al primo archeologo già all’opera grazie alla precedente convenzione tra il Comune e la Soprintendenza, ne sarebbe stato aggiunto un secondo. Il tutto sarebbe stato possibile attraverso risorse aggiuntive che l’amministrazione aveva detto di essere pronta a mettere a disposizione. Questa figura avrebbe dovuto esaminare quanto già emerso nella primissima fase dei lavori e quanto ancora sarebbe saltato fuori con l’avanzare dell’opera.
Era il 9 maggio e il 23 giugno c’è la prima novità: in una parte di piazza Manno viene gettato il primo strato di cemento senza che nulla si sia saputo sugli esiti degli scavi archeologici e dei ritrovamenti nelle aree di cantiere. L’interpellanza rimette al centro della discussione «il valore cruciale della Piazza Manno per la storia e la cultura della Città di Oristano e l’importanza che rivestono le vestigia del nostro passato presenti nelle aree interessate dal cantiere di rifacimento della piazza». Poi passa alle domande per conoscere «a quanto ammontino complessivamente le risorse sinora stanziate per le indagini archeologiche nell’area interessata dal cantiere di rifacimento della Piazza Manno; quali siano stati gli esiti degli scavi e delle indagini di studio di quanto emerso durante i lavori di rifacimento della Piazza Manno; per quale ragione si stia procedendo alla copertura tramite sabbia e cemento delle aree interessate al ritrovamento dei reperti storici». Oristano ha già fatto un danno enorme al suo passato storico all’inizio del ’900 quando abbattè le mura, ora si vuole evitare di ripetere gli sbagli per non essere diabolici.
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