Dava da mangiare ai cinghiali nei boschi di Morgongiori, scoperto e denunciato
Gli agenti del Corpo Forestale di Ales hanno individuato il 39enne dopo diversi appostamenti. La pratica viene effettuata per poi attirare gli animali in trappola e abbatterli
Morgongiori Spargeva chicchi di mais nel bosco, non certo per sperimentare una nuova tecnica di coltivazione del cereale. Il vero scopo, stando agli accertamenti portati avanti dagli agenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale che l’hanno denunciato a piede libero, era quello di attirare i cinghiali e catturarli, anche a stagione di caccia abbondantemente finita. Protagonista della vicenda è un disoccupato di 39 anni . Per scoprirlo, gli agenti della stazione di Ales, impegnati a contrastare il fenomeno del bracconaggio, avevano effettuato diversi appostamenti. Sono durati fino al momento in cui l’hanno sorpreso mentre spargeva manciate di granturco che alla sera i cinghiali andavano a mangiare.
Il denunciato, non un volto nuovo per i Forestali perché anche in passato era stato sorpreso a spargere granaglie per attirare gli animali selvatici per poi catturarli, pare che negli ultimi tempi fosse stato notato praticamente tutti i giorni aggirarsi in modo sospetto all’interno dei boschi di Morgongiori dove, in un’area molto frequentata dai cinghiali, spargeva a terra diverse manciate di mais. Durante uno dei tanti appostamenti gli agenti della Forestale l’hanno infine identificato e denunciato per foraggiamento artificiale dei selvatici.
«La tecnica della pasturazione – ricorda una nota diffusa dall’Ispettorato forestale di Oristano – viene utilizzata molto spesso dai bracconieri nell’ambito della caccia agli ungulati per ottenere fiducia da parte degli animali selvatici ed è finalizzata ad abituare i cinghiali a frequentare una determinata area. Così, con l’ausilio di una foto-trappola, viene registrato l’orario di arrivo degli animali per abbatterli successivamente con una fucilata». Con foraggiamento si intende l’attività di nutrire o procurare del cibo, in modo del tutto innaturale, agli animali selvatici. Fornire cibo ai cinghiali è diventato reato e come tale perseguibile penalmente, con ammende da 516 a 2.065 euro e nei casi più gravi, con l'arresto da due a sei mesi.
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