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Il no alla proposta di Fratelli d’Italia apre la crisi al Comune di Oristano

di Davide Pinna

	Massimiliano Sanna festeggia la sua vittoria: un anno dopo la maggioranza non esiste più
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Massimiliano Sanna festeggia la sua vittoria: un anno dopo la maggioranza non esiste più

I retroscena che portano la maggioranza di centro destra a un millimetro dalla conclusione anticipata della consiliatura. Il sindaco intanto si appella «alla parte viva e attiva della città»

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Oristano «Questa esperienza di governo è finita». Il sindaco Massimiliano Sanna sembra gettare la spugna: un anno dopo l’insediamento con infiniti litigi e ininterrotte tensioni, il primo cittadino ammette che così non si può andare avanti. La nota, dai toni apocalittici, è stata rilasciata dopo una riunione di maggioranza contrassegnata da violenti litigi, in cui il sindaco non è riuscito a mediare, tanto che alla fine si è convinto a scrivere che la proposta presentata da Fratelli d’Italia per il riequilibrio della giunta «è stata giudicata come irricevibile». Il giudizio è quello espresso da Riformatori, Forza Italia, Psd’Az e Sardegna al centro 20venti, ma Sanna non ne prende le distanze. Anzi, dato che non starebbe al momento valutando le dimissioni, il riferimento alla fine dell’esperienza di governo sembra indicare la volontà di tentare di andare avanti mutando in maniera radicale le geometrie della maggioranza.

La proposta, giudicata irricevibile, è stata formulata dal coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Fulvio Deriu. Il partito di maggioranza relativa del centro destra si era detto disposto a rinunciare a una delle sue due assessore, Maria Bonaria Zedda o Rossana Fozzi, per far posto al gruppo civico Prospettiva Aristanis, fino a oggi escluso dall’esecutivo, ma determinante per garantire i numeri della maggioranza. La rinuncia non sarebbe stata gratuita però: in cambio il forzista Luca Faedda avrebbe dovuto rinunciare alla carica di vice sindaco e un partito fra Forza Italia e Psd’Az, quest’ultimo rappresentato in giunta da Simone Prevete, avrebbe dovuto sostituire il proprio assessore con una donna.

La proposta di Fratelli d’Italia, sostenuta dall’Udc, è stata respinta con veemenza dal fronte opposto: Riformatori, partito del sindaco, Forza Italia, Psd’Az e Sardegna al centro 20venti. «Le due diverse posizioni all’interno della maggioranza parrebbero inconciliabili, il senso profondo di responsabilità nei confronti della città mi impone una riflessione seria e il massimo impegno per definire tutti i progetti attualmente in scadenza» prosegue Massimiliano Sanna. Che poi aggiunge: «Ho intenzione di rivolgermi alla parte viva e attiva della città affinché i progetti in essere, e i tanti fondi a disposizione non vadano dispersi». La frase sembrerebbe indicare, fra le righe, l’intenzione di rivolgersi alla minoranza – certamente all’indipendente Sergio Locci, ma anche al centro sinistra – per ottenere un supporto almeno fino all’appalto di tutte le opere finanziante con il Pnrr.

I numeri, però, non sono dalla parte del primo cittadino, dato che Fratelli d’Italia, Udc e Prospettiva Aristanis, che in totale possono contare su nove consiglieri, potrebbero decidere di non votare il rendiconto 2022, che arriverà in aula il 6 luglio. «Abbiamo fatto una proposta ragionevole e hanno deciso di non accoglierla: ora se ne devono assumere le responsabilità» replica il coordinatore cittadino di FdI Fulvio Deriu. «Per senso di responsabilità, Fratelli d’Italia era disposta a rinunciare a un assessore pur di garantire un governo e una maggioranza stabile, ma è stato alzato un muro – prosegue Deriu –. Insieme all’Udc rappresentiamo la maggioranza della coalizione eppure, nonostante le rinunce che avrebbero garantito a tutti i partiti di essere rappresentati, Forza Italia e tutti gli altri si sono opposti per il semplice fatto di non voler nominare una donna». Per ora non ci saranno ripicche immediate: «Ci riuniremo per capire cosa fare, ma non stiamo andando nella direzione del buon governo».

È ancora più netto Michele Piredda, segretario cittadino dell’Udc: «Per noi la proposta di FdI era l’unica in grado di salvare il sindaco e la sua maggioranza. In tredici non si va da nessuna parte e ora c’è il rischio concreto di andare tutti a casa». Le prossime ore saranno determinanti e non è più possibile escludere alcun esito, comprese le dimissioni del sindaco o l’azzeramento dell’esecutivo.

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