La Nuova Sardegna

Oristano

La crisi in Comune

Il centro sinistra: «Oristano pagherà a lungo l’incapacità del centro destra»

di Enrico Carta

	Una seduta del consiglio comunale
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Una seduta del consiglio comunale

Dopo le parole del sindaco sull’impossibilità di andare avanti con la maggioranza che l’ha sostenuto, ecco le prime reazioni dell’opposizione. Sullo sfondo c’è l’ombra del commissariamento dell’amministrazione

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Oristano Mezza giornata per leggere la stampa e riflettere, qualche chiacchiera anche con esponenti del centro destra da parte di singoli consiglieri comunali, poi la decisione di divulgare un comunicato congiunto in cui si riconoscono i tre gruppi di opposizione di centro sinistra in consiglio comunale. Lo firmano tutti e otto i consiglieri Massimiliano Daga, Carla Della Volpe, Francesco Federico, Francesca Marchi, Umberto Marcoli, Giuseppe Obinu, Maria Obinu ed Efisio Sanna. Se non la si vuole considerare una risposta è per lo meno un’ampia riflessione di fronte alle parole del sindaco Massimiliano Sanna che ieri, mercoledì 28 giugno, aveva dichiarato che l’esperienza politica con la maggioranza di centro destra attuale era conclusa e che si appellava a tutte le forze vive e attive della città.

Questa la nota integrale del centro sinistra che così valuta la situazione della crisi politica a Oristano: «A meno di un anno dall’insediamento del consiglio comunale, i gruppi consiliari della maggioranza hanno cambiato fisionomia rispetto a come si sono presentati agli elettori. Cambi di casacca da un partito a un altro finalizzati solo all’occupazione di posti di comando, nascita di nuovi gruppi consiliari senza una minima spiegazione alla città sui motivi politici delle scelte. Un sindaco rimasto senza gruppo consiliare, pur essendo uscito dalle urne con un partito che nella sua maggioranza rappresentava la seconda forza politica. Il governo della città non ha mai spiccato il volo, e tutto ciò si verifica nel momento in cui le opportunità offerte da PNRR, FESR, FSE Plus, Misure di coesione, collegato alla Finanziaria e Assestamento di bilancio regionale, passeranno per la vita di Oristano senza tornare mai più. La non politica, le poche e poco chiare idee e la non apertura alla città stanno producendo un divario sempre più netto tra i bisogni di Oristano e il treno dello sviluppo e della crescita.

Per ciò che abbiamo visto in questo anno di governo riteniamo che il problema sia ben più profondo e abbia a che fare con una differente visione del futuro della nostra comunità e con il destino personale di pochi. In questa delicata fase, possiamo senz’altro affermare che la città va sempre posta prima degli interessi di partito, figuriamoci degli interessi di casacche variabili. Senza voler insegnare niente a nessuno, nell’esclusivo interesse della nostra comunità, diciamo al sindaco che è ora di mettere in chiaro le cose, esplicitare ciò che intende portare avanti, aprendosi finalmente al fondamentale contributo della città e di tutte le sue le forze produttive, sociali, culturali e del terzo settore. Lo faccia per il bene di Oristano e lo faccia nella casa degli oristanesi, vale a dire in consiglio comunale.

Prendiamo atto che, ieri, il centro destra ha certificato la sua incapacità a saper governare la città e la conseguente rinuncia a voler proseguire in una esperienza amministrativa totalmente negativa. Purtroppo chi pagherà le conseguenze di un governo di centro destra incapace e litigioso saranno Oristano e i suoi cittadini. Oristano, quarta provincia storica della Sardegna, non meritava questa mortificazione. La vanità di voler essere la città capoluogo e il desiderio di poter giocare un ruolo guida nel territorio vengono sonoramente contraddetti dai fatti. In queste poche righe i consiglieri comunali del centro sinistra, intendono esprimere un primo giudizio su quanto sta accadendo.

Riteniamo il nostro sia un centro sinistra compatto, serio e responsabile, che vede noi, componenti della massima assemblea cittadina, uniti attorno agli stessi principi valoriali e programmatici che dalle scorse elezioni comunali ci hanno animato e che hanno ispirato la nostra azione dentro il consiglio comunale, seppur dai banchi della minoranza».

Ora bisogna interpretare queste parole. Sono un’apertura o una chiusura totale? Sicuramente c’è il problema della città che vedrebbe spalancate le porte all’amministratore straordinario rimanendo senza guida politica in una fase così delicata, per lo meno sino alla prossima primavera.

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