La Nuova Sardegna

Oristano

La crisi politica a Oristano

La mossa del sindaco spiazza tutti: la maggioranza non esiste più

di Enrico Carta

	Il sindaco Massimiliano Sanna ieri ha spiazzato tutti azzerando la giunta comunale
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Il sindaco Massimiliano Sanna ieri ha spiazzato tutti azzerando la giunta comunale

Centro destra in frantumi dopo la decisione del primo cittadino di azzerare la giunta. Si aprono tre possibili scenari dopo che ieri è saltata la seduta di consiglio comunale

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Oristano Quasi nessuno ci credeva e invece era tutto vero. La crisi, che sinora era stata tale nelle parole e in qualche fatto, ora lo anche nella forma. Il sindaco ha rotto gli indugi nella mattinata di ieri spiazzando quasi tutti togliendo le deleghe ai suoi assessori. La voce di un atto di forza da parte di Massimiliano Sanna ha iniziato a rimbalzare di buon mattino. Eppure lo scetticismo ha continuato a regnare sovrano sino a quando non sono arrivate le telefonate ai vari assessori con cui comunicava loro che l’avventura era finita. Azzerata la giunta ha poi diramato una comunicazione.

Le parole del sindaco «Dopo una attenta e ponderata analisi della situazione politica venutasi a creare negli ultimi mesi, con senso di responsabilità mi sento in dovere di prendere una decisione forte, sofferta, ma necessaria con l’intento di sbloccare la crisi politica che purtroppo sta creando serie ripercussioni sulla gestione e sul governo della città precisa il Sindaco Sanna. Tra le varie soluzioni che ho preso in considerazione, per il momento, ritengo opportuno procedere a un azzeramento dell’esecutivo aprendo un confronto con tutte le parti vive e attive della città e con le componenti politiche presenti in Consiglio che vorranno condividere l’obiettivo del bene comune e della crescita in tutti gli ambiti della nostra Oristano. È chiaro che a questa situazione, certamente non voluta dal sottoscritto e dalla quasi totalità dei consiglieri comunali, si è arrivati dopo un periodo di immobilismo che non mi ha consentito di lavorare serenamente e soprattutto di portare avanti le iniziative necessarie per la città. I progetti del PNRR, gli adempimenti amministrativi, le strategie di sviluppo e crescita, le opportunità offerte dai finanziamenti Regionali, Nazionali ed europei, mi spingono ad agire tempestivamente per trovare soluzioni di stabilità, opportunità e concretezza. Non abbiamo tempo da perdere, se ci sono le condizioni politiche occorre immediatamente un cambio di rotta e spostare l’attenzione dalle esigenze di parte a quelle della città. Siamo stati tutti scelti dagli elettori per governare con responsabilità, coerenza e impegno. Spero di trovare un’intesa e una convergenza su questi obiettivi che sono sempre stati il fondamento del mio fare politico e auspico un rinnovato governo coeso, forte, di grandi intese e che lavori al meglio avendo come unico e solo scopo la nostra Oristano. Ringrazio chi fino a oggi ha lavorato con impegno e dedizione assolvendo agli incarichi assegnati».

Il consiglio comunale Alle 18.30 si è aperta la seduta del consiglio comunale in cui si dovevano votare il bilancio consuntivo e la questione degli usi civici dei terreni di Torregrande. Prima c’era stato un intrecciarsi di telefonate tra l’incredulo e il più che incredulo, perché l’azzeramento della giunta aveva lasciato di sasso alcuni partiti della maggioranza ovvero Fratelli d’Italia, Udc e Prospettiva Aristanis. Sicuramente erano informati Forza Italia, Sardegna al centro 20Venti Psd’Az e i Riformatori (questi ultimi rappresentati dal solo sindaco. Sono i partiti che mai hanno fatto mancare il sostegno a Massimiliano Sanna, ma dai commenti in aula, si intuisce che anche qualcuno dell’opposizione non era del tutto sorpreso di quanto stesse accadendo. Segnali di contatti e primi tentativi di cambiare orizzonte? Lo si capirà nei prossimi giorni, anche perché la seduta è durata pochissimo. Il presidente Peppi Puddu, constatata l’assenza del sindaco, ha convocato una conferenza dei capigruppo alla quale hanno preso parte per la maggioranza Fulvio Deriu (Fratelli d’Italia, Vincenzo Pecoraro (Udc) e Davide Tatti (Prospettiva Aristanis) e, per la minoranza, Sergio Locci (Aristanis), Francesco Federico (Oristano Democratica), Efisio Sanna (Oristano Più) e Maria Obinu (Partito Democratico).

Il rinvio Si è tornati in aula in pochi minuti e dopo che i partiti di maggioranza avevano chiesto soccorso all’opposizione per poter comunque arrivare al voto sui due punti all’ordine del giorno. La minoranza ha detto picche e allora non c’è stato altro da fare. Peppi Puddu l’ha chiusa così: «Vista la grave crisi politica e l’assenza di sindaco e giunta, il presidente ritiene doveroso il rinvio della seduta di consiglio comunale». Si torna in aula martedì 11 luglio, ma l’attenzione ora è tutta sui quattro giorni e mezzo che mancano al momento. Al termine della seduta le prime dichiarazioni sono state unanimi da parte dei capigruppo di minoranza. Maria Obinu, Efisio Sanna, Francesco Federico e Sergio Locci hanno tutti sottolineato che la colpa «è interamente da ricercare nei partiti della coalizione di centro destra», litigiosi prima ancora di vincere le elezioni. Tutti loro «attendono di capire che intenzioni ha il sindaco per fare ulteriori valutazioni. Se verremo convocati, lo incontreremo» soprattutto per capire meglio il riferimento alle forze vive e attive ella città fatto dal primo cittadino dopo la rottura consumata al tavolo politico del centro destra dei giorni scorsi. Per la momentaneamente defunta maggioranza parla Fulvio Deriu che smorza i toni: «La parola crisi non ci appartiene, ci appartengono la dialettica politica e il confronto. Il nostro partito ha inciso fortemente sulla sua elezione e lo sosteniamo anche oggi, promettendo di stare in aula e garantendo la nostra presenza. Il mio auspicio è che tutta la coalizione di maggioranza riprenda il dialogo. Non c’è altra via di uscita possibile, non è pensabile una coalizione nuova che vada avanti diversa da quella eletta. È poi assurdo escludere Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione. Noi ci siamo e il sindaco è giusto che abbia il nostro supporto».

Gli scenari Le strade che ora si aprono sono diverse. Le ipotesi in campo sono molteplici e, al momento, tutte possibili. Certo è che Massimiliano Sanna ha fatto il break e sarà lui a servire per il set, come si direbbe a tennis. La possibilità di allargare il campo alle forze di minoranza, tenendo dentro Forza Italia, Psd’Az e Sardegna al Centro 20Venti, non è in fondo un’ipotesi così remota come appariva ai più sino a ieri. Se i bookmakers – ieri non ci abbiamo preso, a nostra volta convinti che il sindaco mai avrebbe ritirato le deleghe agli assessori – dovessero fare ora le quotazioni, sarebbe anzi l’ipotesi più percorribile perché la rottura nella coalizione di centro destra da politica è diventata personale. E quando a frantumarsi sono i rapporti tra le persone, diventa molto più difficile ricomporre il puzzle. Peraltro, non si può escludere una tregua armata tra i partiti di centro destra con una redistribuzione delle deleghe assessoriali e, soprattutto, un riequilibrio delle forze in giunta. Si potrebbe a quel punto rimettere la macchina in pista e provare a ripartire tutti assieme. Poi c’è, sullo sfondo, quella del tutti a casa e dell’arrivo di un amministratore straordinario sino alla prossima tornata elettorale. Sarebbe l’ultimo scenario, il peggiore. Ma non è da escludere. Il prossimo consiglio comunale è l’11 luglio e sarà anche quello in cui si capirà che direzione hanno preso i partiti.

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