Una nuova maggioranza a Oristano o si andrà tutti a casa
Il sindaco considera irrecuperabile il rapporto con FdI, Udc e Prospettiva Aristanis. L’unica strada per evitare il commissario è aprire all’attuale minoranza: nei prossimi giorni il sindaco chiederà un incontro
Oristano O nuova maggioranza o si va tutti a casa. L’ipotesi di riallacciare i rapporti all’interno dei partiti di centro destra che hanno fin qui amministrato, è da considerarsi impraticabile. La vecchia coalizione è in stato di coma irreversibile e un risveglio dell’attività politica su quel versante è ormai da scartare. La decisione, sinora non comunicata ufficialmente, sarebbe già stata presa. Il sindaco Massimiliano Sanna proverà un’ultima cura sperimentale per tenere in vita la consiliatura iniziata poco più di un anno fa, ma ci proverà rivolgendosi altrove. I vecchi compagni di avventura non faranno più parte del cammino di un’eventuale nuova maggioranza. Sempre che si riesca a comporne una diversa, con Fratelli d’Italia, Udc e Prospettiva Aristanis la corsa è comunque finita.
L’ultima spiaggia Quello che sembrava uno scenario che mai si sarebbe verificato, è ormai davanti agli occhi di tutti. Il sindaco avrebbe rotto gli indugi e deciso che dopo l’azzeramento delle deleghe indietro non si torna. A questo punto, l’unica chance che il primo cittadino ha di stare in sella è quella di cambiare fronte e prospettiva portando con sé ovviamente i Riformatori da lui rappresentati ma senza consiglieri, Forza Italia, Psd’Az e Sardegna al centro 20Venti. I numeri non sono sufficienti per garantirgli la maggioranza perché questi partiti contano appena cinque consiglieri. Serve rimpolpare la truppa e allora, scartando i partiti scaricati dopo l’azzeramento della giunta, non resta che provare a far breccia nei cuori del centro sinistra e dell’indipendente Sergio Locci. Tra quest’ultimo, il Partito Democratico, Oristano Più e Oristano Democratica si contano nove consiglieri. Aggiunti ai cinque e contando il sindaco, si arriverebbe a quindici e così la maggioranza ci sarebbe.
Corsa a ostacoli La difficoltà, non solo numerica, è però arrivare a comporla. La prima mossa la farà il sindaco, forse già oggi o comunque prima del consiglio comunale di martedì, chiedendo un incontro con i nove attualmente in minoranza per esporre loro una proposta concreta di lavoro su cui poi trovare un eventuale accordo. Che tipo di giunta verrebbe fuori tra chi è stato avversario alle elezioni e sin qui anche in consiglio comunale è tutto da vedere. Così come è da vedere se dalle segreterie e dai vertici regionali arriveranno i via libera a un’operazione che stravolgerebbe completamente gli assetti politici attuali a livello sardo e metterebbe a serio rischio anche alleanze in costruzione per le prossime regionali. C’è poi, da non sottovalutare, la disponibilità dei vari consiglieri a passare dall’opposizione alla maggioranza. Sarebbe una vera e propria rivoluzione non esente anche da valutazioni ideologiche e personali. Per questo la strada è tutt’altro che in discesa. Sembra anzi una scalata all’Alpe d’Huez che arriva buona ultima dopo altri tre gran premi della montagna. Una cosa è certa, Massimiliano Sanna ci proverà.
Le prossime ore Il centro sinistra e Sergio Locci attendono. Il primo passo di avvicinamento lo farà Massimiliano Sanna, come scritto nel servizio accanto. Poi inizierà il confronto. Quale sarà la proposta sul tavolo e che risposta arriverà dalla minoranza è impossibile da stabilire ora. Alcune considerazioni vanno però fatte e la prima è che il consiglio comunale di martedì probabilmente seguirà lo stesso copione di quello di giovedì scorso. Mancherà il primo cittadino, mancheranno gli assessori perché non ce ne sono più da quando il sindaco ha azzerato la giunta. Mancheranno, segnale da non sottovalutare, i consiglieri dei partiti che sostengono Sanna in questo strappo col resto del centro destra. Possibile allora che si vada avanti con una conferenza dei capigruppo e si sia costretti a un nuovo rinvio perché l’opposizione non ha intenzione di votare il consuntivo messo in piedi da chi sino a qualche giorno fa amministrava. Bisogna poi capire come il presidente dell’assemblea Peppi Puddu gestirà la seduta, perché non può certo forzare il regolamento né tanto meno far finta che la crisi non sia in atto.
La trattativa Ma non è tanto il consiglio comunale il luogo su cui bisogna puntare i riflettori. Tutto si svolgerà infatti al chiuso e cioè nelle stanze in cui la discussione sulla possibilità o meno di dare vita a una nuova maggioranza avrà luogo. La certezza è che il centro sinistra e lo stesso Sergio Locci non chiuderanno la porta senza aver parlato col sindaco. Almeno un faccia a faccia per conoscerne la proposta e un rinvio per valutarla ci saranno. Il tutto con la grande incognita del come andare avanti e per quanto. Se ci sarà non potrà essere una giunta di breve durata perché andrebbe a crearsi un ingorgo mica male con le elezioni regionali che saranno a febbraio. E allora o si va molto più in là col tempo e si dura anni o neanche vale la pena iniziare. Sarebbe condannarsi a perdere le prossime elezioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
