La Nuova Sardegna

Oristano

La crisi politica

Oristano, appuntamento al tramonto per cercare una nuova coalizione

di Enrico Carta

	Il momento che precedette la firma sull'apparentamento tra il centro sinistra e una parte del centro destra per il ballottaggio delle elezioni del 2007
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Il momento che precedette la firma sull'apparentamento tra il centro sinistra e una parte del centro destra per il ballottaggio delle elezioni del 2007

Il sindaco incontra oggi la minoranza per cercare una nuova alleanza e tentare di salvare la consiliatura. Tanti i dubbi nel centro sinistra

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Oristano Quando? Poco prima del tramonto. Dove? A palazzo Campus Colonna in piazza Eleonora, sede delle cariche istituzionali comunali. Perché? Per capire se esiste un’ultima possibilità di evitare quasi un anno di commissariamento dell’amministrazione cittadina. Chi? Il sindaco Massimiliano Sanna e i consiglieri di minoranza ovvero i quattro di Oristano Più, i tre del Partito Democratico, l’indipendente Francesco Federico e il centrista Sergio Locci – quest’ultimo vedrà il primo cittadino separatamente dal gruppo degli otto consiglieri di centro sinistra –.

La trama da scrivere Questi sono i protagonisti che compaiono nella prima scena di un thriller politico la cui trama è tutta da scrivere. Figurarsi se si possa solo minimamente ipotizzare quale sarà il finale e cioè se, dopo l’incontro tra la minoranza e il sindaco, si andrà tutti a casa tra pochi giorni con le dimissioni di Massimiliano Sanna o se invece la consiliatura sarà stata presa per i capelli e salvata in extremis dopo l’harakiri del centro destra che, pur avendo una maggioranza ampia nei numeri, si ritrova in pezzi dopo appena un anno e senza possibilità alcuna di ricomporre il puzzle che era venuto fuori dalle urne.

La proposta Quale sarà la proposta che il sindaco farà all’attuale minoranza non è dato sapere, anche se i contatti informali, alcune chiamate telefoniche e persino qualche sporadico incontro tra eventuali nuovi compagni di viaggio ci sono già stati. Tra le poche cose che si sanno c’è, ad esempio, che il primo cittadino e i partiti che lo sostengono porrebbero come condizione la conferma nell’eventuale nuova giunta gli assessori in carica di Forza Italia, Psd’Az e Sardegna al centro 20Venti ovvero Luca Faedda, Simone Prevete e Ivano Cuccu. Piacerebbero al resto della compagnia? Non è certo l’unico punto interrogativo in questo mare di dubbi, mentre è certo che il centro sinistra andrà al tavolo solamente per ascoltare. Poi si ritirerà (in buon ordine?) per valutare i punti della proposta del primo cittadino prima di dare una risposta sulla possibilità o meno di sedersi al tavolo e avviare la nuova esperienza politica.

Mille rivoli Siccome però si sta parlando di centro sinistra, non ci si poteva certo privare di uno psicodramma interno. Così, in quella che doveva essere una domenica di assoluto silenzio, le chat dei vari consiglieri comunali dello schieramento e delle figure guida del partito sono state invece alquanto animate. Prima ancora di andare all’incontro e capire cosa esattamente il sindaco intenda per ingresso in maggioranza in sostituzione di Fratelli d’Italia, Udc e Prospettiva Aristanis, le differenze di vedute sono già emerse.

C’è, da un lato, chi è ben disposto verso il cambio di maggioranza, pur restando in attesa di capire cosa esattamente ci sia sul piatto: vede in ciò l’opportunità per far cessare i litigi che imperversano nella vita politica oristanese da decenni e vede nell’ipotesi di accordo anche una possibilità di far uscire la città dalla palude di una serie di potentati politici individuali che la ingessano, a prescindere dallo schieramento di riferimento.

Al secondo fronte appartiene chi nutre perplessità sul dare vita a un accordo convinto che dietro si nasconda una trappola politica perfetta che non salverebbe la città perché tra pochi mesi potrebbe essere già tutto finito e che poi manderebbe in frantumi il centro sinistra anche per le elezioni successive.

C’è infine chi segue la linea di pensiero che il matrimonio perfetto non esista, per cui è meglio avere una sposa, sebbene non sia quella ideale, piuttosto che stare tutta la vita a guardare le scie delle meteore in cielo e a esprimere il desiderio di incontrare «l’amor che move il sole l’altre stelle». Dante ci scuserà, ma anche le cose terrene hanno bisogno a volte di un pizzico di poesia.

Poche parole In una giornata senza dichiarazioni ufficiali da parte dei consiglieri che saranno all’incontro sul far della sera, se non la solita tiritera dell’«Andiamo a sentire che ci dirà il sindaco per poi valutare», gli unici a parlare sono la segretaria provinciale del Pd, Maria Obinu, e il segretario cittadino Roberto Martani. La prima: «Non abbiamo bussato noi alla porta del sindaco, ma andiamo senza pregiudizi all’incontro per ascoltare quali siano le sue intenzioni, che tipo di proposta politica vuole fare e che programma intende mettere in campo per la città. Dev’essere comunque messo in chiaro che il fallimento di questa fase politica è interamente imputabile al centro destra e che noi, che in questa situazione non abbiamo alcuna responsabilità, ci stiamo eventualmente mettendo a disposizione di Oristano».

Il secondo: «Il Partito Democratico considera prematuro ogni impegno. Ha atteso in silenzio, per garbo istituzionale e nel rispetto dell’autonomia dei gruppi consiliari, l’evolversi della prima fase della crisi perché tutta interna alla maggioranza del sindaco e dunque al consiglio comunale. Il Pd rappresenta una comunità e non un partito degli eletti, per cui ogni decisione passa attraverso il giudizio degli iscritti e degli organismi che li rappresentano. Il sindaco incontrerà i gruppi consiliari e successivamente il segretario cittadino, che poi riferirà agli iscritti secondo i chiari percorsi democratici e le regole che il Pd si è dato. Gli elettori democratici di Oristano e provincia hanno abbracciato senza indugi la proposta congressuale della segretaria Schlein, che ha sottolineato più volte che quando si perdono le elezioni dobbiamo stare all’opposizione e lavorare per vincere le prossime, cosa che il gruppo consiliare del Pd ha fatto egregiamente facendo emergere le contraddizioni del centro destra come infine esplose in questa crisi. Alle ultime elezioni il Pd ha fatto una chiara scelta di campo con una proposta elettorale profondamente differente da quella del centro destra per cui l’idea di sostegno al sindaco Massimiliano Sanna, allo stato, non potrà che apparire contraddittoria. Attendiamo dunque l’incontro col sindaco per conoscere lo stato della situazione politica, quella amministrativa, lo stato dei progetti in corso e le necessità impellenti per poi prendere la decisione migliore per la città. Senza pregiudizi. Ma fermi nel sottolineare le differenze che ci contraddistinguono».

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