La Nuova Sardegna

Oristano

La disputa

A Terralba il “Codice Ratzinger”, il clero insorge e invita a boicottare il libro

di Enrico Carta

	Uno degli ultimi incontri tra Papa Francesco e Papa Ratzinger
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Uno degli ultimi incontri tra Papa Francesco e Papa Ratzinger

I sacerdoti inviano le mail ai fedeli nelle quali chiedono di non partecipare alla conferenza dell’autore del testo, il giornalista scrittore Andrea Cionci, che replica in anticipo su Youtube

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Terralba Ai preti quel libro non piace e così provano a metterlo al bando. Non siamo più da secoli in tempi di Santa Inquisizione né di Index librorum prohibitorum, ma la presentazione del lavoro di inchiesta “Codice Ratzinger” dello scrittore giornalista Andrea Cionci (Libero Quotidiano) non dev’essere tanto gradita al clero terralbese. La riprova è in una serie di mail che sono state inviate dai sacerdoti ai fedeli a ridosso della conferenza che si deve svolgere domani, lunedì 31 luglio, alle 16 al teatro comunale.

Fossimo stati in altre epoche la questione si sarebbe sicuramente risolta in altra maniera e il libro sarebbe stato certamente inserito nell’indice dei libri che la chiesa cattolica considerava illeggibili perché blasfemi o contenenti argomenti che andavano contro quelli delle Sacre Scritture o della dottrina ecclesiastica. Dell’autore non osiamo pensare quale sarebbe stato il destino, ma come minimo sarebbe finito di fronte al tribunale chiamato a giudicare la liceità delle tesi trattate da lui tra le righe dell’opera. E chissà se la sentenza avrebbe decretato una fine come quella di Galileo, previa abiura, o come quella di Giordano Bruno. Oggi i tempi sono diversi, moderni e tecnologici e quello è solo un retaggio del passato. Ai nostri giorni i processi da tribunale dell’Inquisizione non ci sono più e la tecnologia viene ampiamente utilizzata anche dai componenti del clero. Tanto è vero che lo strumento usato per dissuadere i fedeli è stato quello delle mail con le quali si invitava a non partecipare all’evento.

Il perché di tale indicazione è legato al fatto che il testo che deve essere presentato mette in discussione la legittimità dell’elezione di Papa Francesco partendo dall’episodio precedente delle dimissioni di Benedetto XVI. Il lavoro di Andrea Cionci, esaminando una serie di documenti e lavorando sulla giurisprudenza ecclesiastica, contesta quindi l’elezione di Papa Francesco. Per difendere se stesso e la sua opera, l’autore ha anche diramato su Youtube un invito a fare il contrario di quel che dicono i preti. Chi vincerà? La disputa nel tribunale non religioso si apre alle 16 e si capirà dal numero di spettatori chi avrà prevalso. Intanto c’è stato già un primo fuori programma che ha coinvolto fedeli e non sui social, mezzi di comunicazione usati per l’appunto anche da Andrea Cionci che su Youtube ha diffuso due giorni fa una comunicazione esplicativa di quanto stia accadendo.

Partendo dal fatto che debba presentare la sua inchiesta “Codice Ratzinger” a Terralba ha poi fatto menzione del comportamento del clero locale, citando testualmente la mail: «Nei prossimi giorni a Terralba ci sarà la presentazione di un libro, Codice Ratzinger, che in sostanza va a mettere in dubbio la validità dell’elezione del Santo Padre Francesco. Come sacerdoti siamo chiamati a preservare, favorire e promuovere l’unità della Chiesa e pertanto ci sentiamo in dovere di invitarvi a non partecipare. Amare la Chiesa significa amare Cristo, amare la Chiesa significa difenderla, amare la Chiesa significa amare il Papa».

La risposta di Andrea Cionci avviene nella stessa comunicazione via Youtube: «Non stiamo mettendo in discussione l’autorità del Papa, anzi la stiamo fortificando proprio perché nella storia della chiesa ogni sette papi ce n’è uno illegittimo», facendo così riferimento agli antipapi. C’è poi una serie di dettagli che verranno meggiormente approfonditi nella conferenza di Terralba. Per scoprirli bisogna partecipare, ma partecipando si rischia di uscire dal percorso indicato dalla Chiesa. Vincerà la curiosità oppure vincerà l’autorità che la Chiesa ritiene sia propria? Al teatro comunale l’ardua sentenza.

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