La Nuova Sardegna

Oristano

Politica

Il sindaco di Oristano in viaggio in Croazia travolto dalle polemiche

di Enrico Carta

	Il sindaco a confronto con i consiglieri di centro sinistra nell'ultima seduta del consiglio comunale
Il sindaco a confronto con i consiglieri di centro sinistra nell'ultima seduta del consiglio comunale

L’opposizione: «Assurdo partire adesso con la crisi che va avanti da settimane»

04 agosto 2023
3 MINUTI DI LETTURA





Oristano C’è chi ironizza, chi tace per carità di patria, chi ci va giù pesante. Il viaggio di rappresentanza istituzionale del sindaco Massimiliano Sanna, volato in Croazia per assistere all’Alka di Sinj, manifestazione gemellata con la Sartiglia, piace poco. È, in questo momento, l’unico elemento che unisce maggioranza e opposizione. In entrambi gli schieramenti i commenti fioccano, con la differenza che nel centro destra si evitano quelli pubblici per non inasprire gli animi già tesi e i nervi messi a dura prova da un anno di liti e un mese e mezzo di crisi. Mercoledì, il primo cittadino è salito sull’aereo per la Croazia con volo di ritorno previsto per martedì 8 agosto.

La notizia ha lasciato stupiti tanti consiglieri, e, dopo l’attimo di smarrimento da «sogno o son desto?», arriva l’ora delle dichiarazioni partendo da quelle sarcastiche di Giuseppe Obinu (Pd): «A questo punto speriamo che torni dopo il 16 agosto senza aver revocato le dimissioni, gli paghiamo qualche giorno in più di soggiorno anche perché altri quattro anni così sono una condanna per la città. È meglio se arriva il commissario e si va al voto tra qualche mese». L’ironia si ritrova anche nelle considerazioni di Francesca Marchi (Oristano Più): «Forse pensa di mettere d’accordo tutti da lì. In situazioni di crisi si rinviano viaggi di primi ministri e presidenti, invece il nostro sindaco va in Croazia. Evidentemente la città viene per ultima».

Sergio Locci (Aristanis) tiene da parte il sarcasmo preferendo la serietà, ma è altrettanto severo: «In questo momento è l’unica autorità amministrativa cittadina, ma è stata opportuna questa scelta? Se c’è un’impellente esigenza chi prende le decisioni? Poi mi metto dalla parte dei cittadini e mi pare che di loro non ci si preoccupi e rimarco che non ho visto contrapposizioni su problemi durante questa crisi basata solamente su ambizioni personali». Cosa che sottolinea anche l’indipendente Francesco Federico: «È già stato in viaggio privato a Roma nelle scorse settimane, ma questi viaggi mi interessano poco, mi interessa molto di più il fatto che da un anno e mezzo, per non dire da sei anni, la città stia subendo tutto questo».

Massimiliano Daga (Pd) si pone anche un altro dubbio: «Che ruolo sta ricoprendo visto che è dimissionario? Vorrà dire che ha già risolto la crisi, in ogni caso io non mi sarei mosso e avrei dedicato tutte le energie alla città. Abbiamo una visione della politica molto diversa». Cosa che evidenzia anche Efisio Sanna (Oristano Più): «Non avrei avuto lo stato d’animo adatto per partire. Non è il padrone della città, ma il custode: dimostri di essere degno custode e si metta a lavorare». Serve «quel senso di responsabilità che non vedo – chiosa Carla Della Volpe (Oristano Più) –. Evidentemente non hanno trovato la quadra e magari in questi giorni di assenza del sindaco qualcuno riflette. Oristano rischia di rimanere indietro di venti anni in un momento in cui c’è da competere per tanti bandi».

In Primo Piano
Corpo forestale

Incendi, giornata di fuoco: 10 roghi da nord a sud

Le nostre iniziative