La Nuova Sardegna

Oristano

L’inchiesta

Quattro indagati per il pasticcio del mercato civico di via Mazzini a Oristano

di Enrico Carta

	Il rudere del mercato civico comunale di Via Mazzini: i lavori per la ricostruzione dell'opera sono fermi da anni
Il rudere del mercato civico comunale di Via Mazzini: i lavori per la ricostruzione dell'opera sono fermi da anni

L’indagine della guardia di finanza per abuso d’ufficio e turbativa d’asta coinvolge due dirigenti comunali e due imprenditori. Nel mirino la fase conclusiva della progettazione dell’edificio

13 agosto 2023
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Oristano È un mostro decadente di cemento, è l’emblema dell’inconcludenza e da qualche giorno è anche l’oggetto di un’inchiesta della procura della Repubblica che coordina l’azione della Guardia di finanza. Sul mercato civico di via Mazzini piovono pesanti ombre e stavolta non riguardano più i tempi della sua ricostruzione, ma il modo in cui si è proceduto sin qui. L’indagine delle Fiamme gialle coinvolge il dirigente del settore Sviluppo del territorio del Comune di Oristano, l’ingegnere Giuseppe Pinna; l’ex dirigente del settore Lavori pubblici del Comune, l’ingegnere Roberto Sanna; gli imprenditori dell’impresa Pellegrini di Cagliari, Mario Meloni e Fabio De Pascale, che nell’azienda avevano ruoli amministrativi e decisionali.

I reati ipotizzati dal sostituto procuratore Andrea Chelo sono quelli di turbativa d’asta e abuso d’ufficio e sarebbero stati commessi nel maggio del 2021, quando la storia infinita dell’appalto compie un passo che, secondo gli inquirenti, sarebbe sfociato nel penale. In quel mese, il Comune diede il via libera al nuovo progetto esecutivo. Il costo dell’opera, bloccata per cinque anni, era intanto lievitato. Il progetto originale stilato dalla Dentoni Costruzioni Generali, approvato fra 2015 e 2016 dalla giunta Tendas valeva 3 milioni e 385mila euro. Dentro, però, non c’erano solo i lavori di ristrutturazione del mercato costruito nel 1957 in sostituzione dello storico spazio di piazza Roma, ma anche quelli per la realizzazione dell’adiacente parcheggio a due piani di piazza Mariano, che valevano circa un milione.

Il documento approvato dagli uffici a maggio 2021, invece, era da considerare come una sorte di revisione del progetto originale e fu prodotto dalla ditta Raffaele Pellegrini di Cagliari, subentrata dopo la risoluzione del primo contratto che il Comune aveva stipulato con la ditta Dentoni. Questa era stata poi esclusa per grave inadempienza nel 2018. Il parcheggio era stato poi completato separatamente a fine 2020 e, dunque, il nuovo progetto riguardava solo il lotto del mercato che vale ben 3 milioni e 664mila euro.

In quella fase il dirigente dei Lavori pubblici, Roberto Sanna, specificò nella determinazione del Comune che il progetto esecutivo veniva approvato «in linea tecnica». Traducendo dal linguaggio degli uffici, significa che il progetto c’è, ma i soldi no. La giunta Lutzu, che aveva come assessore ai Lavori pubblici Luca Faedda di Forza Italia, era d’accordo con l’azione degli uffici tanto che precisò che l’amministrazione si era già mossa per ottenere dalla Regione le risorse aggiuntive necessarie al completamento dell’opera. Quando era stato risolto il contratto la Dentoni l’amministrazione oristanese aveva già speso uno dei 3 milioni e 200mila inizialmente stanziati. Un altro milione era stato poi speso dalla Pellegrini per completare il parcheggio e portare avanti alcune demolizioni nell’area del mercato.

Nel 2021 ci fu però una svolta ulteriore. Le risorse non arrivavano e i costi divennero talmente alti che il Comune decise di fermarsi del tutto in attesa della manna dal cielo. Venne quindi rescisso con un accordo tra le parti il contratto che legava l’amministrazione alla ditta Pellegrini. È in questa fase che sarebbe avvenuto il presunto illecito penale su cui la procura ha puntato i riflettori. Per ora non molto altro si conosce dell’inchiesta se non che, a breve, saranno convocati in procura tutti e quattro gli indagati per interrogatori in cui potranno chiarire la loro posizione, se accetteranno di rispondere alle domande del magistrato e della guardia di finanza.

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