La Nuova Sardegna

Oristano

Opera di Manu Invisible

Un acquario quasi vero in Pediatria al San Martino di Oristano


	L'artista, il medico e i genitori promotori dell'iniziativa
L'artista, il medico e i genitori promotori dell'iniziativa

Il murale realizzato nella sala d’aspetto del reparto

11 settembre 2023
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Oristano Un grande mare blu con tanti pesci. Ce n’è uno, più grande degli altri, giallo e arancione, che campeggia proprio sulla porta del reparto. Il grande acquario cromatico realizzato da Manu Invisibile è pronto. L’ultima opera del noto artista ha trasformato la sala d’aspetto del reparto di pediatria dell’ospedale San Martino di Oristano, diretto dalla dottoressa Enrica Paderi. Stamani il saluto al reparto e la presentazione dell’affascinante acquario al personale sanitario, ma anche a un gruppo di bambini, accompagnati dai loro genitori.

 L’iniziativa è stata sostenuta da Patrick Abbate, leader del gruppo Patrick&Friends, da sua moglie Staley Abbate e dall’associazione “Belle Donne” di Oristano, presieduta da Maria Cadeddu e rientra in un progetto più ampio di creazione di un percorso visivo-sensoriale al fine di facilitare l’accoglienza dei piccoli pazienti nello stesso reparto di pediatria e rendere così meno traumatico per i bambini l’arrivo in ospedale.

 I visi e gli sguardi dei bambini erano incantati nell’ammirare l’acquario cromatico. “Sembra proprio di stare in mezzo al mare”, hanno commentato i piccoli, che poi hanno rivolto alcune domande a Manu Invisible. «Mi porto via un ricordo, che non è un ricordo fatto di immagini, nonostante le immagini siano il mio pane quotidiano –  ha detto l’artista – non ho un mio disegno preferito e non mi sono mai piaciuti i podi, né nella vita privata che in quella artistica. Ma sono molto soddisfatto in termini tecnici, ma soprattutto esperienziali, perché mi avete adottato per sette giorni della mia vita, voi del reparto, e avete facilitato in maniera incredibile questo lavoro. La vostra cortesia e la vostra ospitalità hanno contribuito, in sinergia, al risultato finale, che ora vediamo. Ed è questa esperienza di vita, che mi porterò dietro».

Esperienza fatta anche dei dialoghi e del contatto giornaliero con i piccoli pazienti del reparto. «I colori ora abbracceranno lo spirito di terrore dei bambini, legato all’ambiente ospedaliero e lo capovolgeranno. Una prospettiva di speranza proprio per i più piccoli», ha aggiunto Manu Invisibile. Più che soddisfatta la primaria Enrica Paderi. «E’ stata una bella settimana di arricchimento reciproco, con una splendida persona. Dietro la maschera si cela proprio una grande persona. Ora questo reparto è davvero molto più colorato e lo sarà per tutti i bambini, che verranno a trovarci»

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