La Nuova Sardegna

Oristano

Violenza sulle donne

Puntò il fucile contro la moglie, condannato 63enne di Cabras

di Michela Cuccu

	Un'immagine simbolo della violenza sulle donne
Un'immagine simbolo della violenza sulle donne

La minaccia con l’arma per non farla uscire di casa. Fu l’ultimo episodio di quasi vent’anni di maltrattamenti

18 settembre 2023
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Cabras L’ultima volta che l’aveva minacciata, imbracciava un fucile da caccia «Tu non esci viva da questa casa». La signora invece aveva varcato la soglia per denunciare ai carabinieri il marito violento. Il giudice monocratico Marco Mascia, condannando un 63enne a due anni di carcere e al pagamento di duemila euro di provvisionale all’ex moglie, ha posto la parola fine a una terribile storia di insulti, vessazioni, minacce e violenze fisiche, durate per poco meno di vent’anni.

L’inferno per la donna era infatti iniziato il giorno delle nozze. Il matrimonio era stato per lei come una discesa verso il dramma quotidiano. Nella casa tutto accadeva spesso sotto gli occhi dei due figli della coppia: le violenze fisiche, gli insulti, le minacce con il fucile da caccia, le mortificazioni di ogni tipo, anche di natura sessuale, senza però, in quest’ultimo caso, arrivare sino agli abusi veri e propri. C’erano poi anche violenze psicologiche e i dinieghi che puntualmente arrivavano quando c’erano da spendere dei soldi. Le uniche cose consentite alla moglie sarebbero state quelle di andare al lavoro e di fare la vita domestica.

Nel momento in cui una sorella della donna morì – così raccontò durante la testimonianza in aula – le venne impedito di recarsi al suo funerale, perché ci sarebbero stati da spendere i soldi per il viaggio nella Penisola. Subiva, frenata dalla paura e dai pregiudizi. Non solo quelli personali, ma persino quelli dei suoi genitori, che ripetutamente le dicevano: «Te lo sei sposato, adesso te lo tieni. Non ti devi separare».

Tutto sino a quel giorno del 2017, quando il marito le puntò contro il fucile da caccia, minacciando di ucciderla se fosse uscita di casa. Quel giorno la disperazione portò la donna a reagire, a lasciare il marito violento e a denunciarlo ai carabinieri e a costituirsi parte civile al processo con l'avvocata Cristina Puddu. L’ex marito, assistito dall’avvocato Rinaldo Saiu, ha sempre negato tutto. Il giudice non gli ha creduto e lo ha condannato.

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