La Nuova Sardegna

Oristano

Dopo le ripetute denunce scoperti gli autori

Furto di cozze con Volante finale

di Enrico Carta

	Cozze allevate
Cozze allevate

A terra i ladri trovano la Polizia

18 ottobre 2023
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Oristano Barchino, muta da sub, furgone e coltelli. L’attrezzatura da pesca di frodo era tutta qui, solo che a illuminare la scena, martedì sera, ci hanno pensato i fari delle auto della polizia di Stato intervenuta attorno alle 19 con la Squadra mobile, gli uomini delle Volanti e la Squadra nautica per mandare gambe all’aria l’ennesimo furto ai danni del vivaio di cozze della Nieddittas.

Due dei presunti ladri sono finiti subito in manette, gli altri due sono fuggiti a bordo della barca a motore che aveva appena raggiunto le sponde del canale scolmatore dopo aver percorso il tratto di mare che va dal punto in cui l’azienda Nieddittas coltiva le cozze sino alla riva. Lì, una parte del carico di dodici sacchi da circa dieci chili l’uno era già finita sul furgone pronta per essere trasportata e poi rivenduta al mercato nero e senza alcun controllo sulla sicurezza alimentare. Altri due sacchi sono rimasti invece a bordo del barchino che ha ripreso il largo senza che i due occupanti si fermassero di fronte all’alt dei poliziotti.

Chi invece aveva ormai portato i suoi piedi all’asciutto, ben poco ha potuto fare. Pensare di fuggire in acqua era impossibile e così non è rimasto che arrendersi all’evidenza e alla differenza di forze in campo e passare una notte ai domiciliari dopo aver trascorso qualche ora in questura per l’identificazione e per le varie procedure che hanno portato all’arresto in flagranza. I due fermati, già sotto processo per direttissima, sono i cabraresi Marco Tratzi, 35 anni dipendente di una cooperativa di pesca, e Alessio Pili, 45 anni, disoccupato residente a Oristano. Lunedì prossimo, dopo che l’avvocata Cristina Puddu ha chiesto i termini a difesa, saranno nuovamente in aula per la conclusione del processo.

Entrambi, per il momento, devono rispettare la misura cautelare dell’obbligo di dimora tra le 22 e le 6 nel Comune in cui abitano. Una terza persona è invece indagata e di lui si conosce già il nome perché è stato fatto in aula, durante la ricostruzione, da uno dei poliziotti quando ha raccontato che la macchina parcheggiata accanto all’altra e al furgone era del cabrarese Daniele Scintu. Rischia una misura cautelare a sua volta se dovessero emergere prove della sua compartecipazione, ma ci sono da svolgere le indagini che sono coordinate dal pubblico ministero Valerio Bagattini. Intanto, i telefonini degli arrestati sono stati messi sotto sequestro e ora vengono esaminati i contatti e le chat per capire che tipo di rapporto ci fosse tra i tre, se abbiano già fatto precedenti incursioni nei due vivai che la Nieddittas ha nel Golfo di Oristano ed eventualmente chi sia il quarto uomo della “connection delle cozze”. Non è solo un sospetto o una sensazione. È una certezza che i furti siano infatti costanti. Ogni anno ne vengono denunciati a centinaia e tutti avvengono con modalità simili. Al buio i pescatori di frodo arrivano sino al vivaio, lì uno di loro si immerge e taglia le funi che legano alle strutture i sacchi con le cozze, ormai pronte per essere raccolte dai dipendenti dell’azienda. La piccola banda poi li porta a riva e qui li carica sui furgoni. Vengono quindi trasportate e cedute a pagamento a chi poi le rivende per le tavole dei consumatori, forse anche in punti vendita autorizzati o in locali della ristorazione. Che quelle di ieri fossero cozze della Nieddittas è fuor di dubbio: i sacchi avevano delle chiusure identiche a quelle apposte dai lavoratori.

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