La Nuova Sardegna

Oristano

Tentato omicidio

Coltellate per uno sguardo in un locale di Arborea, l’aggressore chiede di patteggiare

di Enrico Carta

	Il tribunale di Oristano
Il tribunale di Oristano

L’imputato 21enne di Masullas è accusato di aver colpito con tre fendenti un altro giovane di Terralba. Respinta la prima richiesta di pena di tre anni e mezzo: la giudice invita a incrementarla

07 dicembre 2023
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Arborea Un incrocio di sguardi e nulla di più. Pare sia stato questo il motivo che nel giugno del 2022 convinse il ventunenne di Masullas, Michele Vacca, a estrarre il coltello che portava in tasca. Doveva essere una serata da trascorrere tra balli e divertimenti nel locale sulla marina di Arborea Il Giunco, finì quasi in tragedia con tre coltellate che raggiunsero all’addome un giovane terralbese poco più grande dell’aggressore. A un anno e mezzo di distanza, dopo che qualche settimana fa il pubblico ministero Silvia Mascia aveva chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato, il caso potrebbe chiudersi con un patteggiamento. Quello proposto ieri, però, non è stato accolto dalla giudice per le udienze preliminari Federica Fulgheri che invitato le parti a rivedere la pena finale e anche il risarcimento del danno nei confronti della vittima.

L’accordo tra il pubblico ministero e l’avvocato difensore Rinaldo Saiu che assiste Michele Vacca aveva stabilito in tre anni e mezzo la pena per l’accoltellatore che è accusato di tentato omicidio. Vista la gravità del fatto contestato e aggiungendo che le coltellate che andarono a segno furono tre, ma che i tentativi di colpire il rivale furono di più, la giudice ha stabilito che l’entità della pena deve essere rivista al rialzo se si vuole accedere al patteggiamento. Discorso che è stato fatto proprio anche dagli avvocati Patrizio Rovelli e Marina Caria che assistono la vittima dell’aggressione e che ieri si sono costituiti parte civile. I legali hanno sollecitato un primo parziale risarcimento del danno più cospicuo rispetto a quello prospettato, in attesa del giudizio in sede civile che ne stabilirà l’entità totale.

Michele Vacca, che ha già trascorso quasi un anno ai domiciliari, ha chiesto, tramite il suo avvocato, di poter avere una pena che gli consenta di evitare la detenzione e così poter continuare ad andare al lavoro, in modo da poter pagare un risarcimento più cospicuo che altrimenti sarebbe impossibile in assenza di reddito. La decisione sarà presa il 22 febbraio, data per la quale è fissata la nuova udienza.

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