La Nuova Sardegna

Oristano

Scuola

Ridimensionamento scolastico, proteste da Abbasanta

di Maria Antonietta Cossu

	La scuola di via Deledda ad Abbasanta
La scuola di via Deledda ad Abbasanta

I docenti contro Ministero e Regione

03 gennaio 2024
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Abbasanta Il territorio non si rassegna alla perdita dell'autonomia dell'istituto comprensivo di Abbasanta e alla fusione con Ghilarza decretati dal provvedimento di riordino del sistema scolastico. Dopo la levata di scudi della sindaca Patrizia Carta è il personale docente a invocare il mantenimento della direzione didattica.

«Dopo aver riflettuto e vagliato le conseguenze di un accorpamento all’istituto comprensivo di Ghilarza, attualmente sottodimensionato, riteniamo che la soppressione del nostro avrà ricadute negative dal punto di vista amministrativo e soprattutto didattico», premettono gli insegnanti ponendo l'accento sulla realtà complessa in cui operano, formata da nove plessi situati in tre comuni diversi: Abbasanta, Norbello e Paulilatino.

«A questi afferiscono anche gli alunni di Bidonì, Aidomaggiore e Sorradile, ciascuno dei quali con contesti sociali, culturali ed economici differenziati».

Perdere l'indipendenza genererebbe, a loro avviso, riflessi negativi sulla programmazione e sulla gestione dell'offerta formativa rivolta a una popolazione studentesca eterogenea di 452 unità, nonché sull'organigramma. Un destino beffardo se si considera lo status di Comune montano riconosciuto ad Abbasanta. «L'accorpamento a Ghilarza non garantirebbe gli standard qualitativi raggiunti, poiché si andrebbe a costituire un mega istituto composto da 16 plessi e 11 Comuni di riferimento. Trattandosi, nel complesso, di una realtà già caratterizzata da povertà educativa, mancanza di strutture di aggregazione, livello socio-economico medio-basso e un tasso di spopolamento elevato, una sola autonomia porterebbe a una gestione impersonale della scuola e all’impossibilità di avere cura del singolo, con una conseguente regressione a livello didattico-educativo e una progressiva dispersione scolastica. Inoltre, cancellare l'autonomia significherebbe che il dirigente scolastico, il direttore dei servizi generali e amministrativi e i tre assistenti amministrativi che conoscono in maniera approfondita la realtà summenzionata, sarebbero perdenti posto».

Gli insegnanti ricordano i risultati raggiunti grazie a scelte educative, didattiche e organizzative mirate: nessun abbandono scolastico, risultati nelle prove invalsi in linea e talvolta superiori alle medie nazionale e regionale, attivazione degli indirizzi linguistico e sportivo, del tempo pieno in un plesso, delle certificazioni linguistiche e dei ministage all'estero.

«Da non sottovalutare la destinazione di fondi da parte dei Comuni per importanti progetti didattici, la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli edifici –  aggiunge la nota dei docenti sostenendo che «quanto deliberato dalla giunta regionale nel documento del 22 dicembre 2023 non porterebbe alcun beneficio ai due istituti comprensivi coinvolti, ma solo una grande perdita per tutto il territorio».

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