La Nuova Sardegna

Oristano

L’indagine

Oristano, 40mila euro per togliere i malefici: sedicente maga e il figlio denunciati per truffa

di Enrico Carta

	Tarocchi, pozioni e amuleti usati dalla maga
Tarocchi, pozioni e amuleti usati dalla maga

La vittima è una pensionata convinta dai due di essere al centro di una maledizione. La Squadra mobile della polizia ha smascherato il raggiro

20 gennaio 2024
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Oristano Brutta bestia il malocchio, soprattutto se si è convinti che esista e si è disposti a tutto pur di farselo togliere. La verità è però un’altra e la parola da usare non chiama in causa la sfortuna, bensì il codice penale e un reato ben preciso. Una sedicente maga e il figlio, originari del Lazio anche se da tempo residenti a Oristano, sono stati infatti denunciati per truffa dalla polizia di Stato con l'accusa di essere i responsabili di un raggiro da 40mila euro ai danni di una concittadina a cui avevano fatto credere di essere vittima di malefici. Le avevano infatti prospettato un futuro nerissimo in cui avrebbe visto morire, una dietro l’altra, le persone a lei più care. Sarebbe stata un’ecatombe che avrebbe colpito il marito, i figli e persino i nipoti se non ci fosse stato qualcuno di buon cuore capace di inviare al Cielo le giuste preghiere.

Non è il primo caso del genere che si verifica in città e in provincia – qualche anno fa era finito in manette un sedicente santone africano che era riuscito a intascare circa 100mila euro –, sicuramente è l’ultimo a essere stato smascherato da un’indagine condotta dalla Squadra mobile, guidata dal dirigente Samuele Cabizzosu sotto il coordinamento della procura di Oristano. Il raggiro, secondo quanto accertato dagli inquirenti, sarebbe durato circa due anni e sarebbe iniziato proprio con le nubi scure che la pensionata era convinta che si addensassero su di lei e sui suoi familiari. Serviva un intervento immediato e la truffatrice si sarebbe insinuata senza scrupoli nelle debolezze della conoscente, anche perché carte e tarocchi avrebbero confermato che il terribile maleficio era in corso.

Per risolvere il caso, prima che la polizia risolvesse quello investigativo, le aveva fatto credere di avere un contatto diretto con la persona che l’avrebbe condotta in salvo. Ecco che allora spunta un certo Padre Casimiro, guida spirituale di un gruppo di persone impegnate proprio nell’allontanare il malocchio da altri esseri umani sfortunati. Padre Casimiro, personaggio inesistente e inventato per rendere più credibile la storia, inviava mail all’indirizzo dell’ammaliatrice a cui spiegava come bisognava agire contro la malasorte e soprattutto quanto bisognasse pagare. È a questo punto che madre e figlio si sarebbero divisi i compiti: se la finta maga era esperta nel leggere le carte e prevedere il futuro, il figlio aveva come qualità quella di essere un ottimo esattore. Sarebbe stato quest’ultimo a riscuotere i 40mila euro, lasciando alla pensionata truffata persino dei foglietti che dovevano valere quale riscontro dell’avvenuto pagamento. In contanti, naturalmente.

La spirale sembrava infinita, poi è successo che un parente della signora raggirata si è accorto di quanto stesse accadendo, forse perché aveva notato che le spese cominciavano a essere eccessive. Si è allora rivolto alla polizia che ha avviato l’indagine effettuando appostamenti e pedinamenti, sino a quando è arrivato il momento di effettuare la perquisizione nella casa in cui madre e figlio abitano. Se già c’erano pochi dubbi sul fatto che si stessero mantenendo grazie ai generosi emolumenti passati loro dalla pensionata, l’ispezione li ha fugati del tutto.

Dentro la casa, oltre a parte del denaro sottratto alla vittima che era nascosto sotto il letto della truffatrice, c’erano capi firmati mai indossati, computer e smartphone di ultima generazione. C’era anche tutto l’occorrente per effettuare o, meglio, far finta di effettuare riti magici. Il campionario era vasto e andava dai tarocchi agli amuleti, alle candele, alle pozioni, alle polverine colorate e a feticci di ogni tipo. E Padre Casimiro? Ci sarebbero le mail come conferma della sua esistenza, ma in realtà era la stessa truffatrice ad aver creato un indirizzo di posta elettronica intestato a questa figura mitica dai poteri eccezionali.

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