La Nuova Sardegna

Oristano

La denuncia

Agente aggredito nel carcere di Massama, il sindacato chiede il taser

di Enrico Carta

	L'ingresso del carcere di Massama
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L'ingresso del carcere di Massama

Botte da un detenuto pugliese dell’Alta Sicurezza. Il Sappe sollecita la possibilità di usare la pistola elettrica e il trasferimento dei detenuti in regime di detenzione speciale che sono in numero eccessivo rispetto alle capacità della casa circondariale di Oristano

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Oristano Il carcere di Massama come una polveriera pronta a esplodere. Nei giorni scorsi, come denuncia Luca Fais, segretario regionale del Sappe, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, c’è stata una brutale aggressione ai danni di un agente di polizia penitenziaria da parte di un detenuto di origine pugliese che sta scontando la pena. Il fatto viene descritto come «l’ennesimo grave episodio di violenza in un carcere sardo». Nella casa circondariale di Oristano alcuni detenuti se la sarebbero presa contro l’agente che aveva fornito delucidazioni su una modalità organizzativa del regolamento interno. Il detenuto pugliese, secondo quanto riporta la nota del sindacato, «l’ha prima proditoriamente colpito per poi spingerlo in una saletta e percuoterlo davvero con una brutale violenza». Il Sappe esprime quindi «grande solidarietà e vicinanza al collega ferito gravemente, ma questa è la goccia che fa traboccare il vaso».

Per fermare la violenza contro la polizia penitenziaria viene quindi chiesta una serie di misure di sicurezza ulteriori tra cui quello di consentire l’utilizzo della pistola taser. Luca Fais evidenzia che a Massama c’è un alto numero di detenuti appartenenti alla categoria dell’Alta sicurezza – sono circa 140 – al quale si contrappone una significativa e grave carenza di personale: «Questi detenuti devono essere ristretti in altre carceri, predisposte strutturalmente per il regime penitenziario di Alta sicurezza e con un numero adeguato di agenti di polizia penitenziaria. La situazione è davvero al limite, incandescente. Negli istituti penitenziari questi soggetti violenti cercano di sfogare la loro malvagità contro poliziotti seri che invece si adoperano per fare rispettare il regolamento nonché i valori istituzionali».

«Una cosa è certa, il Sappe non fermerà le proprie rivendicazioni per garantire ai poliziotti penitenziari di Oristano la massima incolumità fisica in servizio. Per questo chiediamo di essere dotati di taser per fermare le aggressioni dei detenuti violenti – dichiara Donato Capece, segretario generale del SAPPE –. La situazione penitenziaria è sempre più critica a causa di una popolazione detenuta refrattaria al rispetto delle regole, abituata da anni alla consapevolezza che tutto gli è dovuto. Chiediamo l’immediata applicazione dell’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario, che prevede restrizioni adatte a contenere soggetti violenti e pericolosi».

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