La Nuova Sardegna

Oristano

La giostra

Fabrizio Manca, un capocorsa “forestiero” guiderà la Sartiglia dei falegnami

di Caterina Cossu

	Al centro della foto Fabrizio Manca, componidori del gremio dei falegnami
Al centro della foto Fabrizio Manca, componidori del gremio dei falegnami

Martedì 13 febbraio sarà il capocorsa per il gremio di San Giuseppe. Con lui i compagni di pariglia di una vita

10 febbraio 2024
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Oristano Dal 1998 la composizione della pariglia non è mai cambiata: si sono trovati per caso, grazie a un cavallo da ferrare e a una conoscenza in comune. Era destino che si sarebbero incontrati e sono ancora insieme, uno a fianco all’altro. Ancor di più martedì 13 febbraio: ultimo tra i tre ad avere l’onore, Fabrizio Manca avrà i fidati compagni al suo fianco, per l’esperienza più significativa e importante cui un cavaliere della Sartiglia può aspirare: «Essere componidori è un’emozione che non si può descrivere, anche adesso che ho 55 anni. La prima volta che l’ho provata è stato per l’invito, ricevuto a fine ottobre dal presidente del Gremio dei falegnami, Gino Mugheddu. Per me era un evento inatteso ed è stato grandissimo. L’emozione si è rinnovata per la Candelora quando ho visto entrare il presidente e tutto il Gremio in casa».

Fabrizio Manca è di Tramatza ed è un particolare da non dimenticare, perché da decenni non si ricorda un “forestiero” alla guida della giostra. Esperto e di poche parole, per la Sartiglia sa trovare quelle giuste: «L’amore per la Sartiglia è immenso, cresce di anno in anno. Più ne fai, più ti sembra di sentire vivi quei valori che tramandi e che perpetui con la tua partecipazione. Si sedimentano, anche se, da quando ho iniziato a oggi, sono cambiate molte cose, prima di tutto noi che siamo cresciuti e con l’esperienza acquisiamo sempre più consapevolezza del valore storico della tradizione. È una responsabilità grande, ma anche una grandissima gioia».

Sembra lontano quell’esordio nel 1991. «Dovrebbero essere 33 edizioni, i conti e i ricordi ormai si accumulano, ma non mi scorderò mai l’emozione della prima volta – racconta il componidori dei Falegnami –. Non conoscevo nessuno, ero nuovo nell’ambiente e molto teso. Poi, nel 1998, mi sono ritrovato senza compagni e ho rischiato di non correre. Sarebbe stata una grande delusione, invece la sorte ha voluto che incontrassi i miei compagni di oggi».

Si sono scambiati il posto nel terzetto solo per affiancarsi nei ruoli reciproci di componidori e quella di quest’anno è la prima volta che uno di loro ha l’incarico dal gremio di San Giuseppe. Mentre Fabrizio Manca vestirà i panni del capocorsa con i nastri rosa e celeste, nel 2015 l’onore era toccato a Corrado Massidda per il gremio dei Contadini, come accaduto poi nel 2020 a Ignazio Lombardi, chiamato sempre a indossare cilindro e camelia coi nastri bianco e rossi di San Giovanni. Pur facendo parte di una pariglia capace di numeri di alta scuola, Fabrizio Manca quest’anno avrà ben altri compiti che una grande evoluzione: «Ancora ce la caviamo e possiamo eseguire un bel centrale girato, anche se non scorderò mai la verticale volante eseguita in via Mazzini. Ora però largo ai giovani». Per Fabrizio Manca, essere Componidori è l’apice di una missione, quella del cavaliere della Sartiglia: «A chi è all’esordio o a chi ha iniziato da poco auguro davvero di prendere il testimone con serietà e consapevolezza, è una delle manifestazioni storiche più importanti, non solo per la Sardegna. Il suo valore non va mai sottovalutato e men che meno perso».

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