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Oristano

Sanità

La Regione non sblocca i fondi e lascia i medici sardi degli Ascot senza stipendio

di Maria Antonietta Cossu

	Un paziente durante una visita in una ambulatorio Ascot
Un paziente durante una visita in una ambulatorio Ascot

Il caso non riguarda solo la Provincia di Oristano, anche se è saltato fuori durante il consiglio comunale a Ghilarza. Il sindaco Stefano Licheri: «Ho avuto la conferma dalla direzione dell’Asl»

09 marzo 2024
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Ghilarza Turni di cinque o sei ore consecutive, lunghe code da smaltira di pazienti in attesa di una visita, di una medicazione o delle prescrizioni dei farmaci, per poi smontare e magari mettersi in viaggio verso la sede di guardia medica in cui prestare servizio durante la notte. È la settimana tipo dei pendolari degli Ascot, gli Ambulatori straordinari di continuità territoriali sparsi per la provincia: un impegno che da un anno rientra per loro nell’ordinaria amministrazione. Di straordinario c’è che da mesi lavorano gratis. Liquidare le retribuzioni spetta alle Asl, ma queste hanno le mani legate a causa della mancata ripartizione, da parte della Regione, dei fondi destinati all’annualità 2024 del progetto di continuità assistenziale.

L’esperimento era partito il 27 marzo 2023 nei distretti socio-sanitari di Ghilarza-Bosa e di Oristano, che hanno fatto da apripista in Sardegna con l’attivazione dei primi dieci ambulatori, nel tempo più che raddoppiati. Senza la comunicazione sull’entità e sull’assegnazione delle quote, calcolate in base al monte ore accumulato nei dodici mesi precedenti, le aziende sanitarie non possono procedere all’accertamento delle entrate e tanto meno sono legittimate a impegnare le risorse.

Il caso è emerso durante l’ultima riunione del consiglio comunale, convocato per l’esame e l’approvazione dell’ordine del giorno sui problemi connessi alle carenze del servizio di assistenza primaria nel territorio presentato dalla minoranza. In risposta a chi gli domandava le ragioni delle variazioni o delle cancellazioni dei turni, divenute più frequenti nell’ultimo periodo, il sindaco Stefano Licheri ha riferito di aver segnalato alla direzione generale dell’Asl 5 i disagi lamentati dai pazienti della zona, in seguito ai ripetuti disservizi, e di aver appreso che all’origine del problema ci fossero, appunto, i ritardi della Regione nel calcolare le risorse dovute agli operatori Ascot.

Stando alle informazioni raccolte dal primo cittadino e presidente del distretto socio-sanitario, il problema sarebbe in via di risoluzione. «Il direttore generale Angelo Maria Serusi mi ha informato di aver inviato una nota di sollecito e mi ha fatto intendere che gli uffici regionali competenti dovrebbero licenziare la pratica a breve», ha affermato Stefano Licheri. Il chiarimento è arrivato al termine del dibattito aperto sul tema dell’emorragia dei medici di base che sta minando il diritto di accesso alle cure primarie dei pazienti, un fabbisogno a cui gli Ascot possono sopperire solo in parte.

Nel documento presentato in aula per delegare sindaco e giunta a farsi portavoce delle istanze territoriali con il nuovo governo regionale, la minoranza guidata da Eugenia Usai ha esposto la sua proposta ritenendo percorribili «La rivisitazione del contratto dei medici di medicina generale, la possibilità di bandire due volte l’anno l’avviso per il reclutamento dei medici, di rimodulare gli accessi alla facoltà di Medicina e di incrementare i finanziamenti per le borse di studio destinate alle specializzazioni». La delibera ha incontrato un consenso unanime e, su proposta dei consiglieri Usai, Schirra, Fodde e Piras, sarà trasmessa all’Anci Sardegna e ai sindaci del Guilcier e del Barigadu.

Riflessioni e proposte a sostegno della categoria professionale e degli studenti universitari di Medicina sono arrivate anche dalla maggioranza per voce del consigliere Giuseppe Fadda e del capogruppo Renato Giovanetti. Quest’ultimo ha auspicato che in aggiunta al bando nazionale sull’assegnazione delle borse di studio sia istituita una quota di posti riservati ai soli studenti sardi allo scopo di incrementare il numero degli specializzandi residenti nel territorio regionale.

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