La Nuova Sardegna

Oristano

La replica

Letame a Sa Rodia, la Società Oristanese di Equitazione: «Risarcimento doveroso e col Comune dialogo corretto»

di Enrico Carta

	Le operazioni di carico del letame della SOE
Le operazioni di carico del letame della SOE

La SOE dopo la richiesta di danni per 130mila euro: «L’esecuzione delle vasche di accumulo spetta all’amministrazione»

13 marzo 2024
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Oristano Finita nel mare in burrasca della politica la Società Oristanese di Equitazione, oltre ad aver chiarito la propria posizione dal punto di vista legale, lo fa anche dal punto di vista comunicativo. Non bastava il (già risolto) problema coi carabinieri del NOE dello smaltimento di tonnellate di letame, ecco che all’orizzonte la tempesta politica perfetta si è abbattuta sulla società sportiva che, da decenni, garantisce alla città e a diversi centri vicini l’attività a cavallo.

Chiamata in causa dall’interpellanza della minoranza di centro sinistra, eccezion fatta per la consigliera Maria Obinu che ha ritirato la firma dal documento, la SOE presieduta oggi da Angelo Bresciani chiarisce tutto tramite un documento in cui spiega anche quali siano stati i suoi rapporti col Comune in tutti questi mesi in cui si è dovuto mettere rimedio a una situazione ereditata e in cui proprio l’amministrazione avrebbe delle responsabilità evidenti. È per questo che si era arrivati alla richiesta di risarcimento danni e di copertura di spese già sostenute che sfiora i 130mila euro.

Il documento parte dall’interpellanza, ultima barriera di un percorso a ostacoli, che ha come primo firmatario il consigliere Francesco Federico: «La SOE ha presentato al Comune una richiesta di risarcimento danni di 129mila euro per la mancata realizzazione della vasche di accumulo di letame nell’impianto di Sa Rodia. Il Comune e la SOE da mesi sono impegnati in una interlocuzione, serena e costruttiva, al fine di risolvere le problematiche all’origine dell’accumulo del letame animale nell’impianto. L’impianto di Sa Rodia è stato dato in concessione dal Comune alla SOE nel 1969. L’ultimo rinnovo della concessione, della durata di sei anni, ha validità sino al 2027. La legge sul trattamento dei rifiuti, la numero 152 del 2006, attribuisce ai comuni il compito di costruire le vasche per la raccolta del letame negli impianti gestiti direttamente o affidati a terzi. Fino a oggi, il Comune non ha proceduto a realizzare le vasche e conseguentemente la SOE ha dovuto provvedere con sistemi alternativi alla raccolta e allo smaltimento del letame prodotto dagli animali presenti nell’impianto. Nel quadro di un rapporto costruttivo, Comune e SOE stanno ragionando sulla migliore soluzione per un problema vecchio di anni che non può essere procrastinato ulteriormente. Da qui la decisione del Comune, già adottata dalla giunta, di deliberare la realizzazione delle vasche per la raccolta del letame».

Il documento poi corregge il tiro su un aspetto meramente formale o, meglio, linguistico: «Rimane aperto il problema dei danni subiti dalla Società Oristanese di Equitazione a causa della prolungata assenza delle vasche. La SOE ha presentato una richiesta di risarcimento, che per un mero errore noi stessi abbiamo definito diffida, ma non deve intendersi tale, allo scopo di avere un ristoro del danno per la mancata realizzazione delle vasche di raccolta del letame, oltre che per l’inosservanza di altri obblighi a carico del Comune, e alle conseguenti spese che la stessa Società ha dovuto sostenere. Si precisa che la richiesta è stata presentata all’ente nella persona del sindaco, ma indirizzata anche agli assessori che a nostro avviso potevano avere una competenza nella sfera di attività della SOE e quindi Patrimonio, Sport e Ambiente, ma è evidente che la richiesta, che non voleva avere un carattere di diffida, era rivolta all’amministrazione nel suo complesso».

Il documento quindi sgombra il campo da qualsiasi dubbio di accordo pregresso. O meglio, chiarisce che se accordo c’è stato, non è certo avvenuto sottobanco, ma è frutto di una presa d’atto della situazione che vedrebbe il Comune inadempiente perché vasche di accumulo di letame sarebbero dovute essere lì da tempo e non ci avrebbe dovuto pensare la SOE, perché non si tratta certo di manutenzione ordinaria che spetta, questa sì, a chi ha in gestione l’impianto. È il motivo per cui, all’ultimo, la consigliera Maria Obinu ci ha ripensato e ha tolto la firma dall’interpellanza: «È giusto che l’amministrazione si assuma le sue responsabilità e corra immediatamente ai ripari. Certi adempimenti non possono ricadere su una società che da tantissimo tempo garantisce un’attività sportiva importante e che ha sempre mostrato massima disponibilità a ogni richiesta».

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