La Nuova Sardegna

Olbia

Il dibattito

Pomeriggio di follia a Olbia, il consigliere Carbini: «C’è un problema di sicurezza. Ma servono soluzioni, non razzismo»

Pomeriggio di follia a Olbia, il consigliere Carbini: «C’è un problema di sicurezza. Ma servono soluzioni, non razzismo»

L’esponente del gruppo Liberi sul caso delle aggressioni in città con le forbici

3 MINUTI DI LETTURA





Olbia Anche Eugenio Carbini, consigliere comunale del gruppo di minoranza Liberi, interviene sul caso del pomeriggio di follia a Olbia, con protagonista un 26enne di origine tunisina che ha ferito due persone a colpi di forbici e ucciso un cane. «Esprimo innanzitutto la mia più sincera e sentita solidarietà alle persone rimaste ferite – sottolinea Carbini –. Da cittadino, prima ancora che da amministratore, non posso nascondere il profondo dispiacere per quanto accaduto e per l’ennesima ferita inferta alla nostra comunità. E permettetemi una nota personale: amo profondamente i cani e la notizia dell’uccisione di un animale innocente mi ha colpito in modo particolare. È una violenza che lascia sgomenti e che rende ancora più doloroso vedere la mia città, ancora una volta, ferita. La condanna verso chi delinque deve essere netta, dura e senza se e senza ma».

A Olbia il dibattito è aperto e così Carbini si concentra sul tema della sicurezza. «Credo sia doveroso affrontare questa vicenda con lucidità e con senso di responsabilità istituzionale – prosegue il consigliere di Liberi –. A Olbia, benché anche nelle sedi istituzionali il problema sia stato spesso minimizzato o addirittura negato, esiste un tema reale di sicurezza urbana. In molti casi queste criticità sono anche facilmente geolocalizzabili. Un detonatore evidente è l’area del quadrivio dei passaggi a livello, dove sfocia via Vittorio Veneto: di fatto una zona che, soprattutto nelle ore serali, è diventata una vera e propria zona franca, nella quale oggi non si può più passare senza il timore concreto di subire un’aggressione. Chi nega che questo problema esista, o è in mala fede oppure non vive Olbia da pedone, nella sua quotidianità. Ricordo, inoltre, che non più di un anno fa, in consiglio comunale, la stessa consigliera Ivana Russu dichiarò pubblicamente di essere stata minacciata da un individuo armato di coltello. Il problema esiste e deve essere affrontato in modo serio, strutturato e istituzionale».

Secondo Eugenio Carbini, inoltre, è necessario evitare di «cadere nell’errore, gravissimo, di spostare il piano della discussione su una presunta questione religiosa o razziale». Carbini non lo nomina, ma il riferimento sembra essere al post, poi cancellato, digitato dal consigliere comunale e regionale di Forza Italia Angelo Cocciu. «Così facendo rischiamo soltanto di fomentare un odio sociale che potrebbe trasformarsi in qualcosa che è meglio evitare, oltre a tradire un principio fondamentale del nostro ordinamento, chiaramente sancito dall’articolo 3 della Costituzione – sottolinea Carbini –. Queste situazioni ci mettono alla prova proprio perché, nei momenti più delicati, l’uomo saggio è chiamato a mantenere i nervi saldi, a usare il cervello e mai la pancia, a non farsi guidare dalla reattività sragionata, ma da una lucida analisi dei fatti, capace di focalizzare l’evento e, contestualmente, di individuare soluzioni concrete: alcune nel breve periodo, altre necessariamente nel medio e nel lungo periodo. Per riuscire a ragionare in questo modo, soprattutto nei momenti più difficili, servirebbe forse leggere una montagna di libri in più come vero e necessario antidoto, invece di vomitare odio, razzismo e xenofobia». (d.b.)

Primo Piano

Video

Ragazza sequestrata e torturata a Sassari, ecco come è stata liberata: il video del blitz dei carabinieri

La tragedia

Affonda un peschereccio, due morti – Chi sono le vittime

Le nostre iniziative