La Nuova Sardegna

Oristano

Affollata assemblea

Da Seneghe nuovo deciso no alle pale «e alla speculazione eolica»

di Piero Marongiu

	La sala dove si è svolta l'assemblea
La sala dove si è svolta l'assemblea

«Ma non siamo contro le rinnovabili, vogliamo però condividere i progetti»

16 marzo 2024
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Seneghe Affollata e partecipata assemblea ieri sera al salone della scuola dell’infanzia promossa dal Comitato Tutela Montiferru su “speculazione energetica e territorio”. Sono intervenuti Marco Pau e Antonio Muscas, del coordinamento regionale contro la speculazione energetica, Augusto Pintus, del Comitato Tutela Montiferru, Graziano Bullegas di Italia Nostra e Maurizio Onnis, sindaco di Villanovaforru. I lavori sono stati introdotti dalla portavoce del comitato locale Vincenza Pala. «Non siamo contro la transizione energetica, non lo abbiamo mai detto. Semmai chiediamo il coinvolgimento delle comunità locali. A breve verrà istituito un comitato unico che comprenderà tutte le regioni che hanno il nostro stesso problema», ha detto introducendo il confronto. Dal dibattito sono emerse preoccupazioni e dubbi sui progetti presentati nel territorio, da ultimo quello presentato da Sorgenia, uno dei maggiori player energetici nazionali, presieduta dall’oristanese Ettore Sequi, già ambasciatore e segretario generale del ministero degli esteri. Sorgenia è di proprietà di F2I, fondo nazionale controllato da casse di previdenza, fondazioni bancarie e Tesoro. Il progetto presentato da Sorgenia prevede un parco con 9 aerogeneratori, due installabili a Narbolia e sette a Seneghe, uno dei quali dista meno di duecento metri dal sito nuragico di “Mollosu”. Anche per questo motivo il Ministero della Cultura ha espresso il proprio parere «fortemente negativo» per il progetto lo scorso 26 settembre. Qualche giorno prima analogo parere negativo era stato emesso dalla Regione, che aveva scritto di «criticità non mitigabili nè compensabili» presenti nel progetto. Durante il confronto sono intervenuti anche i sindaci di Zeddiani e Narbolia che hanno sottolineato la carenza di informazioni riguardo all’eventuale smaltimento di impianti così impattanti. «Alle comunità locali sono arrivati i progetti a cavallo di Ferragosto, calati dall’alto senza alcun confronto preliminare – ha aggiunto Gian Giuseppe Vargiu, sindaco di Narbolia – confidiamo che la prossima giunta regionale si faccia portavoce delle istanze dei territori e chieda subito una moratoria su questi progetti che stanno invadendo gli uffici regionali e comunali». Durante il dibattito è emersa la necessità di preparare, anche finanziariamente, i comitati nel caso di ricorsi al Tar contro eventuali espropri di terreni ricadenti nelle aree interessate ai progetti».(pmar)

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