La Nuova Sardegna

Oristano

Lavori pubblici

Ex Ente Risi, il Comune di Oristano ha due anni per completare i lavori

Il complesso dell'Ente Risi (foto F.G.Pinna)
Il complesso dell'Ente Risi (foto F.G.Pinna)

Poco più di un milione e mezzo la spesa prevista. Autorizzazioni completate

17 marzo 2024
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Oristano Autorizzazioni completate, adesso dopo la bonifica i lavori per la riqualificazione dell’ex Ente Risi possono partire. Nei giorni scorsi il Comune ha concluso gli atti legati alla conferenza dei servizi sui lavori, ricevendo i pareri positivi, di Vigili del Fuoco, Asl e Soprintendenza, e dichiarando conclusa la fase istruttoria.

All’ex Ente Risi, tra via Ozieri e via Laconi ospiterà il centro di archiviazione digitale per le amministrazioni locali, lo scorso anno è andata in scena la rimozione delle coperture in amianto, dal costo di 200mila euro. Adesso potranno partire i lavori veri e propri aggiudicati al raggruppamento temporaneo di imprese formato da Ghiaccio Srl di Scano Montiferro e da studio associato Fase Architettura di Macomer. Anche l’intervento sull’ex ente risi rientra tra quelli finanziati col Pnrr in città. Questi progetti andranno rendicontati entro il 2026, anche se sono stati espulsi dai fondi finanziati dalla Ue.

Con i lavori all’Ente Risi il Comune ha progettato alcuni interventi che puntano al recupero del patrimonio esistente senza ulteriore consumo di suolo, come il teatro Garau (500mila euro), sull’ex Asilo Sancti Antoni che oggi ospita biblioteca e pinacoteca (500mila), la mensa dell’ex casa dello studente di via Morosini (1 milione e 800mila) destinata a ospitare l’I-Lab Food di Sardegna Ricerche, il Campo Tharros (800mila), l’ex mattatoio di via Parigi (600mila) che diventerà il centro servizi del parco lineare e del parco dello stagno di Santa Giusta, gli alloggi popolari di via Alghero (915mila). Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, alle rinnovate richieste di chiarimento avanzate dalle opposizioni, con il consigliere Pd Massimiliano Daga, sulla effettiva presenza dei fondi per questi interventi, l’assessore ai lavori pubblici l’assessore ai Lavori pubblici Simone Prevete ha risposto spiegando che il Governo nazionale ha comunicato che tutte le opere inserite nel Pnrr, per le quali si temeva il definanziamento, hanno trovato copertura finanziaria senza vederne compromessa la realizzazione.

Nel corso dell’intervento Prevete non ha spiegato a quale tipologia di comunicazione faccia riferimento, se a una nota inviata dal Mef ai comuni o alle dichiarazioni di stampa. Resta il fatto che il decreto legge dell’11 marzo che rimodula i fondi ex Pnrr, legati a obblighi giuridicamente vincolanti per i comuni è appena arrivato all’esame del Parlamento, e non è stato tradotto in legge, per quanto abbia già efficacia. Nel decreto all’articolo 32 si ricorda come le amministrazioni locali debbano mantenere la stessa tempistica per la conclusione dei lavori, con conclusione dei lavori fissata al marzo 2026.

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