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Il convegno

Turismo a Oristano, opzioni e ricette per attrarre visitatori in un convegno promosso dal Comune


	Un momento dei lavori del convegno
Un momento dei lavori del convegno

Ancora insignificanti i numeri del fenomeno

21 marzo 2024
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Oristano In città e provincia servono più strutture ricettive. Se ne è parlato stamattina 21 marzo nel corso del convegno “Dal dato alla destinazione: scenari futuri per il turismo del territorio”, organizzato dal Comune di Oristano e dalla Fondazione Oristano.

«L’obiettivo era analizzare i dati sulla presenza turistica in città, elaborati dall’Ufficio del turismo di Oristano, gestito dall’Assessorato Regionale al Turismo in accordo con il Comune di Oristano e la Fondazione Oristano, e mettere a confronto gli attori principali per una corretta programmazione turistica. «Il ruolo dell’Info-point di piazza Eleonora è stato fondamentale per elaborare una gran mole di dati, ma lo può essere ancora di più se inserito in una rete di info-point su scala regionale» aggiunge il vicesindaco e assessore Luca Faedda.

«Quando parliamo di turismo dobbiamo pensare che il problema non è solo quello dei trasporti, ma forse la nostra offerta turistica non è adeguata alla domanda - ha detto Pierangelo Orofino (Regione Sardegna) che è intervenuto per relazionare sull’evoluzione dell’Osservatorio regionale del turismo, i progetti e l’analisi dei dati per lo studio del fenomeno turistico in Sardegna – eppure ci sono tutte le condizioni per una buona offerta anche in bassa stagione. Occorre sapere leggere i dati per indirizzare correttamente le scelte di politica turistica. I due infopoint regionali di Oristano e Nuoro devono essere federati in un unico sistema regionale che potrebbe svolgere un ruolo fondamentale».

Giulia Contu (Presidente del Comitato Turismo della Fondazione Oristano – Università di Cagliari) ha illustrato i dati elaborati dall’Infopoint di Oristano, evidenziandone l’importanza strategica: i turisti che hanno visitato l’Infopoint di piazza Eleonora dal 2022 a oggi sono 13 mila 684, 5423 nei 151 giorni di apertura del 2022, 7468 nei 181 giorni di apertura del 2023 e 783 nei 49 giorni del 2024. Il 41% sono turisti italiani, seguiti da francesi, tedeschi e spagnoli, ma anche qualche russo e cinese, concentrati nella fascia di età tra i 45 e i 65 anni.

Risulta molto forte la presenza di turisti domestici e il mezzo di trasporto preferito è l’automobile, soprattutto quella privata. Dai dati (fonte Sired, il sistema informativo di raccolta ed elaborazione dati fornito dalla Regione Sardegna alle Province ed alle strutture ricettive) si trova conferma del fatto che i turisti tendono a rimanere in prossimità della zona di arrivo (porti e aeroporti). Dai dati dell’Infopoint emerge che la gran parte dei turisti arrivano da Cagliari e Porto Torres, ma anche sono in totale 71 i comuni di provenienza e 189 quelli verso i quali i turisti proseguono le vacanze. Ed è questa l’innovazione introdotta dal sistema informativo dell’infopoint: la capacità di prevedere i movimenti dei turisti attraverso la loro profilazione.

Maurizio Romano e Marco Ortu (Università di Cagliari) hanno incentrato il loro intervento sull’importanza delle recensioni e sull’analisi del turismo costiero e insulare. I giudizi sul sistema ricettivo della provincia di Oristano sono positivi, ma evidenziano anche delle criticità, sostanzialmente nella qualità dell’offerta culinaria, che col tempo diventano sempre più forti.

Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna, ha chiuso il convegno parlando di scenari futuri: “Oristano vale il 3% del turismo isolano e la Sardegna vale a sua volta il 3% del turismo nazionale. Questo deve farci capire che la Sardegna non è al centro dell’Italia e tanto meno del mondo. Il mare, le spiagge, la storia e lo straordinario patrimonio naturale non sono sufficienti. Occorre organizzare i territori, capire cosa i turisti cercano e proporre un’offerta adeguata e in questo senso il ruolo della Regione è fondamentale. Oristano ha troppi pochi alberghi e la politica dovrebbe intervenire per aumentare la capacità produttiva del territorio. E poi occorre capire il target del turista e per questo motivo i dati forniti oggi e ancor di più il metodo proposto sono particolarmente preziosi. Dobbiamo integrare profilazione, intelligenza artificiale e big data, strumenti utilissimi per capire come programmare e soddisfare la domanda di turismo».

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