La Nuova Sardegna

Oristano

La protesta

Le mamme dei bimbi senza pediatra strappano una promessa alla Asl

di Michela Cuccu

	Simona Capriotti, la mamma promotrice del gruppo social
Simona Capriotti, la mamma promotrice del gruppo social

Il manager Serusi «Pensiamo agli Ascot pediatrici»

28 marzo 2024
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Oristano Alle dieci e mezza in punto, Simona Capriotti, Giulia Cossu e Simone Corrias varcano l’ingresso della sede legale della Asl 5. Come annunciato sono lì per consegnare al direttore della Asl un dossier su tutti i problemi e le criticità che le mamme e i papà devono affrontare per trovare un m edico per i loro piccoli. Cinque gli ambulatori di pediatria rimasti vuoti e quasi duemila i bambini senza dottore: numeri che confermano quanto l'emergenza della sanità pubblica in provincia di Oristano che sia sempre più acuta.

Stanchi di dover fare i salti mortali e di pagare di tasca servizi che fino a pochi anni fa sembravano scontati ( prescrizioni di farmaci, certificati, visite di controllo) per garantire un minimo di assistenza sanitaria ai loro bambini, i genitori si sono organizzati sui social. “Sos pediatri Oristano e provincia 2024” è il nome del gruppo che hanno formato. A conferma di quanto sentito ed esteso sia il disagio causato delle lacune della sanità pubblica, in pochi giorni il numero dei componenti del gruppo ha abbondantemente superato quota 1100, ognuno pronto a condividere la propria storia di genitore che non sa come curare il proprio figlio ma anche se stesso, dato che anche i medici di medicina generale sono sempre più rari. La piccola delegazione ieri aveva in programma di consegnare il dossier al protocollo.

È stata invece ricevuta dal direttore generale della Asl, Angelo Maria Serusi, dal direttore socio-sanitario dell’azienda sanitaria oristanese, Alessandro Baccoli e dalla direttrice struttura semplice dipartimentale “Integrazione ospedale territorio”, Marilena Muggianu.

«A molti genitori gli addetti agli sportelli della Asl hanno suggerito, in caso di necessità, di rivolgersi alla guardia medica, al pronto soccorso o a pediatri privati. Soluzioni, che così come sottolineato da molti genitori del nostro gruppo, si sono dimostrate nella maggior parte dei casi di difficile attuazione per le fasce orarie di funzionamento della guardia medica o per l’elevato afflusso di bambini al pronto soccorso pediatrico», hanno spiegato i rappresentanti del gruppo. Che hanno aggiunto: «Chiediamo di essere messi a conoscenza dei procedimenti in atto da parte della Asl e di eventuali strategie che si intendono attuare per far fronte, nel breve termine, a questa situazione di emergenza, con particolare attenzione per i casi più fragili».

Casi di bambini fragili privi di assistenza che il dossier (consegnato in mattinata anche al Prefetto) testimonia ampiamente: «Mio figlio ha 11 anni e da 7 vive con un cuore nuovo. Per tutta la vita deve assumere farmaci per star bene e siccome è immunodepresso, si ammala un po’ più degli altri bambini. Mio figlio non ha più un pediatra», si legge nei cinque fogli dattiloscritti consegnati al dg della Asl. Le testimonianze sono tantissime. Eccone un’altra: «Oggi ero al reparto di Pediatria con altre mamme. Ci siamo sentite dire da una dottoressa “E questi bambini? Cosa ci fanno qua?” Alla risposta “Siamo tutti senza pediatra” ci siamo sentire replicare “Eh, ma qua non è il posto giusto”. Ci chiediamo: dove dovremo andare? A pagamento ogni settimana, che per ogni figlio sono 80/ 100 euro? Impressionante». Ed ancora: «Ho due bambini di quattro e due anni e sono in attesa del terzo. Dal 2020 abbiamo avuto tre pediatri diversi perché se ne sono andati via tutti. Ora non ne abbiamo nessuno. Non possiamo portarli da un privato. Non solo per i costi: avere un pediatra è un diritto dei nostri figli. Ora che nascerà il terzo non so cosa faremo». Al termine dell’incontro i genitori si sono mostrati soddisfatti.

«Siamo stati ascoltati. Hanno detto che stanno facendo di tutto per riportare la situazione alla normalità. Ci vogliamo credere», ha commentato l’amministratrice del gruppo social, Simona Capriotti che ha avvertito: «L’attenzione da parte nostra resta alta e se gli impegni non verranno mantenuti, siamo pronti a nuove iniziative».

«Non siamo rimasti con le mani in mano»: si potrebbero riassumere così le risposte fornite ieri dal direttore generale della Asl 5 Angelo Maria Serusi alla delegazione dei genitori dei bambini rimasti senza pediatra. «Un problema serio: comprendiamo e condividiamo le preoccupazioni dei genitori», ha detto il manager che dopo aver ascoltato le istanze della delegazione, ha illustrato le iniziative messe in campo per arginare la crisi legata alla mancanza di ben cinque pediatri di libera scelta nell’intera provincia. Serusi è partito dalla situazione nella periferia che soffre anche per la distanza con l’ospedale dove c’è un reparto di Pediatria che funge anche da pronto soccorso per i bambini.

«Nel territorio di Mogoro abbiamo avuto la disponibilità di un medico strutturato, che lavora in azienda, a mettersi a disposizione per alcune ore per svolgere attività simili a quelle della pediatria di libera scelta – ha detto Serusi– Stiamo tentando di mettere in campo questa soluzione anche nell’ambito di Oristano. Nel frattempo abbiamo percorso anche altre strade. Ci auguriamo che entro il 10 di aprile vadano a buon fine i bandi pubblicati da ARES Sardegna per le cinque sedi carenti della Asl, compreso Oristano». Serusi ha ipotizzato anche la creazione di Ascot pediatrici.

«Entro i prossimi sessanta giorni avremo 38 ore settimanali di specialistica ambulatoriale a supporto della pediatria di base – ha riferito – anche questa è stata un’innovazione da parte della nostra Azienda. Infatti generalmente l’attività degli specialisti ambulatoriali non si va a sovrapporre a quella della pediatria di libera scelta. Ma in questo momento è necessario avere una sorta di intervento straordinario, ogni qualvolta manchino i pediatri».

Secondo il manager quelle messe in campo dalla Asl oristanese «Sono soluzioni durature nel tempo e a disposizione, una volta risolta l’attuale mancanza di pediatri, in un futuro, nel caso in cui questa emergenza si riproponga». Serusi ha spiegato come il piano preveda un intervento anche ospedaliero. «Inoltre è in corso un’interlocuzione con i medici e gli infermieri del reparto di pediatria dell’ospedale San Martino per la realizzazione di un ulteriore ambulatorio di pediatria generale a supporto delle famiglie con bimbi privi di pediatria – ha detto– particolare attenzione sarà dedicata ai bimbi fragili con patologie complesse sia nell’ambulatorio di specialistica ambulatoriale, sia in quello, dove saranno impegnati i medici del reparto».

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