La Nuova Sardegna

Oristano

Appello alle Istituzioni

Pescatori di frodo a Marceddì, è un problema di ordine pubblico

di Michela Cuccu

	Il ponte sullo stagno di Marceddì
Il ponte sullo stagno di Marceddì

La denuncia del presidente della Coop. Già verificatisi diversi “scontri”

08 aprile 2024
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Terralba Non ci possono stare ma loro, i pescatori sportivi, insistono a lanciare le loro lenze e sostare sul ponte di Marceddì. La loro presenza però, sta diventando un serio problema di ordine pubblico: «Quando gli diciamo di andare via protestano e volano parole pesanti. Se continua così prima o poi ci scappa la rissa».

È Antonio Loi, presidente del Consorzio cooperative riunite pesca di Marceddì a parlare. «Siamo molto preoccupati e chiediamo l’intervento delle Autorità marittime e forestali». L’appello è contenuto in una nota, diffusa dal Consiglio di amministrazione del Consorzio: «Per l'ennesima volta chiediamo aiuto per risolvere il problema che si presenta ogni giorno e notte , soprattutto il fine settimana, quando, numerose persone, a volte anche un centinaio, si piazzano lungo il ponte che collega la borgata di Marceddì con la Costa Verde, impedendo il passaggio delle auto che sono sempre tante e non solo dei soci consorziati».

Il Consorzio denuncia: «Praticano pesca sportiva con l'utilizzo di bilance e canne da pesca. La legge però vieta qualsiasi tipologia di pesca sia dal ponte che nel tratto di mare. Divieto che rispettano anche i consorziati». La presenza continua di tanti pescatori sportivi sta creando grandi disagi. «Non soltanto al traffico automobilistico che qui è intenso–spiega il presidente Loi – ma anche per la sicurezza: il ponte di notte non è illuminato». Loi non nasconde i suoi timori : «Tutti noi del Consorzio ci domandiamo a chi sarà imputata la responsabilità, qualora accadesse un incidente a causa di questa situazione».

Loi sottolinea come «il Consorzio è concessionario del tratto di mare ma non risponde di ciò che accade sulla strada». Spiega come il rischio che qualcosa possa malauguratamente cadere e finire in acqua non sia da sottovalutare. Ma aggiunge: «Se qui non intervengono le Autorità, se non si fanno reali controlli, prima o poi succederà qualcosa di grave. I nostri pescatori, quando transitano sul ponte, soprattutto nelle ore serali, non se la sentono più di rischiare minacce o altro, ogni volta che fanno notare a quelle persone che qui non possono sostare perché è pericoloso e che la pesca sportiva non si può praticare». Il Consorzio confida nell’intervento delle autorità competenti. «Solo le autorità potranno porre fine a questa situazione - si legge - intensificando i controlli, agendo con fermezza, sanzionando e sequestrando le attrezzature dei pescatori abusivi».

Conclude Loi: «Noi siamo solo concessionari. Possiamo solo avvisare coloro che sostano lungo il ponte del pericolo e dirgli che qui la pesca sportiva è vietata. Al massimo possiamo informare le autorità, chiedere che la loro presenza sia più frequente. Insomma, chiediamo che non ci lascino da soli in questa situazione che rischia ogni giorno di diventare esplosiva».

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