La Nuova Sardegna

Oristano

La polemica

Teatro Garau per pochi, ma l’organizzatore degli eventi si tira fuori. «Posti limitati, impossibile accontentare tutti»

di Enrico Carta

	Il teatro Garau
Il teatro Garau

Solo 278 persone vi possono accedere, ma tre quarti sono abbonati. Biglietti per poche decine

10 aprile 2024
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Oristano Sabato scorso sono saliti sul palco Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli. Il 20 aprile arriva Federico Buffa con Number 23, lo spettacolo sul mito del basket Micheal Jordan.

Sarà un altro tutto esaurito e, a dir la verità, non è che ci voglia molto vista la situazione del teatro che, anche senza nomi altisonanti, si riempie in un amen. Figurarsi quando recita qualcuno di molto conosciuto e apprezzato.

Il Garau viaggia da tempo a scartamento ridotto con appena 278 posti disponibili e questo è il vero motivo per cui gli organizzatori della stagione teatrale, soprattutto nell’ultimo appuntamento, sono finiti nel mirino degli spettatori che avrebbero voluto assistere allo spettacolo e che, dopo una lunga fila, sono rimasti senza biglietto e quanto mai amareggiati. Le proteste hanno avuto la loro eco sulla stampa (si può recuperare l’articolo sul nostro sito www.lanuovasardegna.it ndc), ma gli organizzatori non ci stanno. È Elio Orrù, referente del Cedac per il teatro Garau a ribattere: «La situazione è particolare. Lo sanno tutti e non solo a Oristano. La galleria del teatro è chiusa e, al momento, il Garau funziona in maniera provvisoria ospitando appena 278 spettatori». Con un numero del genere - la capienza massima è di 398 spettatori – è assai facile trovare tutte le poltroncine occupate, tanto più che molti spettatori sono abbonati. Il meccanismo, del resto, non è che differisca rispetto a quelli delle altre strutture teatrali, solo che quella di Oristano paga il saldo negativo dell’inagibilità di molte suoi spazi.

«Per prima cosa, com’è naturale, abbiamo avviato la campagna abbonamenti consentendo di esercitare la prelazione a chi aveva già l’abbonamento dall’anno precedente – prosegue Elio Orrù –. Abbiamo venduto subito tutti gli spazi che avevamo deciso di destinare agli abbonati e assicuro che avremmo avuto il tutto esaurito solo dalla vendita degli abbonamenti. Si è invece deciso di fermarsi a quota 205 e di consentire la vendita al botteghino di 70 biglietti, il 25% del totale degli spazi a disposizione. L’abbiamo fatto perché ci pareva giusto accontentare chi non poteva o non voleva acquistare l’abbonamento lasciando degli spazi liberi per ogni spettacolo della rassegna».

In certe occasioni, però, settanta biglietti vanno via come il pane durante una carestia, «ma chi vuole assistere allo spettacolo non può certo dare le colpe a noi se poi non trova posto. Considerando che al botteghino ciascun spettatore può acquistare un massimo di due biglietti, e quasi tutti lo fanno, è facile intuire che sono finiti in un amen quelli a disposizione – va avanti Elio Orrù –. Del resto, prendiamo l’esempio dei concerti estivi che si tengono a Oristano o in zona: tutti sanno benissimo che per molti spettacoli c’è già il tutto esaurito e che è perfettamente inutile mettersi in coda al botteghino. Noi teniamo i settanta biglietti a disposizione e nemmeno utilizziamo i cinque posti a cui avrebbe diritto la produzione. Purtroppo la condizione del Garau è questa e non è certo una situazione che dipende da noi che occupiamo la struttura in concessione solamente per i giorni in cui ci sono gli spettacoli».

Avere le altre centoventi poltroncine a disposizione aiuterebbe parecchio, ma per ora non sono stati avvistati operai e maestranze nei pressi del teatro che sembra destinato a rimanere a lungo con gli spazi ridotti. Non ci resta che...attendere.

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