La Nuova Sardegna

Oristano

L’intervento

Piazza Manno, ricoperti tutti gli scavi, per l’ennesima volta

di Piero Marongiu

	Il cantiere ieri mattina (foto fgp)
Il cantiere ieri mattina (foto fgp)

Rimane l’incertezza sui tempi di fine lavori

17 aprile 2024
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Oristano Nella Piazza Manno si ricopre tutto. Ieri mattina gli operai dell’impresa Ghiaccio hanno provveduto a riempire, con la sabbia, l’area in cui è stata rinvenuta la cinta muraria su cui si apriva l’antica Porta a Mari. L’importante ingresso cittadino, con quello che rimaneva delle torri medioevali, venne demolito nel 1884 su delibera dell’allora sindaco Solinas, pare su pressioni dei commercianti dell’epoca.

A controllare la corretta esecuzione dei lavori, come sempre, gli archeologi della soprintendenza. Chiedere per quale motivo si sia deciso di ricoprire l’area è inutile: non rispondono. Come non rispondono dalla soprintendenza. Eppure si era parlato di valorizzazione del sito attraverso un sistema di copertura, che lo rendesse visibile, nonché protetto, a cittadini e turisti. Invece, una ruspa manovrata da uno degli operai della ditta Ghiaccio, ieri mattina, ha provveduto a riempire lo scavo di sabbia celando tutto, rendendo incomprensibili i ritardi nell’esecuzione dei lavori, e dilatando, non si sa di quanto, i tempi di consegna della piazza alla fruibilità dei cittadini. C’è da chiedersi a cosa sia servita la chiusura del cantiere per circa tre mesi con tutti i problemi e i disagi creati ai titolari degli esercizi commerciali, che insistono sulla Piazza e che in più di un’occasione hanno denunciato le difficoltà in cui sono stati costretti ad operare.

La piazza sarà pavimentata con inserti colorati e l’area, certamente tra quelle più interessanti, su cui sorgeva Porta a Mari raccontata con dei pannelli esplicativi. Ci si chiede anche dove andranno i materiali rinvenuti, censiti e repertati dai tecnici. Ma le risposte, almeno per adesso, difficilmente arriveranno. Da giorni l’attività del cantiere procede a rilento e con pochi operai: due o tre al massimo. E con quei ritmi per terminare la posa del basalto occorrerà altro tempo. Gianluca Ghiaccio, titolare dell’impresa che sta effettuando i lavori, non entra nel merito delle responsabilità ma lascia intendere che se avesse potuto procedere secondo le potenzialità della ditta, l’opera sarebbe finita anche in anticipo rispetto alla data fissata (dicembre 2023). Invece i lavori procedono per step: ogni rinvenimento di materiale d’interesse storico, determina uno stop dovuto alla repertazione. E questa è una operazione che comporta una serie di attività complesse, tutte di competenza della Soprintendenza, e devono essere svolte nel rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente in materia di beni archeologici.

Simone Prevete, assessore ai lavori pubblici del Comune di Oristano, confida in una rapida conclusione dei lavori. Date però, visti gli imprevisti sempre in agguato, non ne fa. «Adesso sappiamo con certezza dove era ubicata Porta a Mari – spiega – e sarà evidenziato con una pavimentazione di colore differente rispetto a quella già posata nel resto della Piazza. In questo modo, oltre ad avere una indicazione precisa della collocazione di uno degli ingressi in città al tempo del Giudicato, intendiamo anche valorizzare l’aspetto storico della piazza stessa. A questo scopo saranno posizionati specifici ausili idonei a identificare i punti nei quali sono stati rinvenuti i reperti più importanti».

Con il completamento della pavimentazione e la conseguente riapertura della piazza al transito pedonale, rimarranno interdette alcune piccole porzioni dell’area, come quella dove sono stati rinvenuti il pozzo e il tratto di pavimento a scacchiera. Per la rimozione dell’intera recinzione ci sarà da pazientare ancora.

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